La diffusione della disinformazione online rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e culturali in Europa. Tra contenuti manipolati, fake news e narrazioni polarizzanti, lo spazio digitale influenza sempre più il modo in cui le persone comprendono la realtà, costruiscono opinioni e si relazionano con le comunità che le circondano.
Se da un lato la digitalizzazione ha ampliato l’accesso alle informazioni e alle possibilità di partecipazione pubblica, dall’altro ha favorito la circolazione rapida di contenuti fuorvianti e divisivi. Algoritmi, contenuti personalizzati e dinamiche di polarizzazione contribuiscono spesso a rafforzare pregiudizi e tensioni sociali, colpendo in particolare le comunità più esposte.
In questo contesto, le minoranze etniche e religiose sono spesso più vulnerabili a stereotipi, odio online e informazioni distorte che favoriscono marginalizzazione sociale, pregiudizi e fenomeni estremisti.
In risposta a queste sfide nasce MinDiShield, un’iniziativa che affronta il fenomeno della disinformazione online mettendo al centro le persone e le comunità maggiormente esposte a queste dinamiche. L’approccio adottato non si limita infatti al contrasto dei contenuti manipolativi, ma punta a costruire percorsi partecipativi capaci di rafforzare consapevolezza, autonomia e resilienza collettiva.
Attraverso attività di ricerca sul campo, analisi comparative e metodologie partecipative, vengono approfondite le modalità con cui la disinformazione colpisce le minoranze etniche e religiose nei diversi contesti europei. Questo lavoro consente di individuare bisogni specifici, lacune formative e criticità legate sia all’accesso alle informazioni affidabili sia alla rappresentazione delle comunità nello spazio mediatico.Particolare attenzione viene dedicata alla media literacy, intesa come capacità di leggere, interpretare e analizzare criticamente i contenuti informativi.
Rafforzare il pensiero critico e sviluppare strumenti per riconoscere manipolazioni, stereotipi e fake news significa infatti promuovere una partecipazione più consapevole alla vita sociale e democratica, riducendo la vulnerabilità alla radicalizzazione e ai discorsi estremisti.
Le attività coinvolgono personale educativo, operatori e operatrici sociali, figure impegnate nella media literacy, leader e membri delle comunità etniche e religiose, con l’obiettivo di costruire competenze condivise e strumenti accessibili. Attraverso percorsi formativi dedicati, le persone partecipanti hanno la possibilità di approfondire temi legati alla disinformazione online, ai linguaggi mediatici contemporanei e alle dinamiche interculturali, sviluppando strategie efficaci per promuovere un’informazione più equilibrata e inclusiva.
Parallelamente materiali multilingue e un Online Toolkit interattivo offrono alle comunità strumenti utili per sviluppare un approccio più critico e consapevole all’informazione, valorizzando partecipazione e confronto.
Attraverso attività di sensibilizzazione e strumenti digitali accessibili, MinDiShield contribuisce così a costruire un panorama informativo più inclusivo, equilibrato e capace di contrastare narrazioni manipolative e discriminatorie.
Vuoi contribuire alla ricerca di MinDiShield? Compila il questionario online e aiutaci a sviluppare strumenti e attività per promuovere un ambiente digitale più sicuro e accessibile.
Per ulteriori informazioni leggi la scheda progetto o contatta giuseppe.romeo@cesie.org
A proposito di MinDiShield
MinDiShield – Combating online minority-related disinformation leading to radicalization and violent extremism è un progetto finanziato da Creative Europe Programme (CREA) NEWS – Media Literacy (2024-2025).
Partner
- SYMPLEXIS (Grecia, coordinatore)
- CENTRE D’ACTION ET DE PREVENTION CONTRE LA RADICALIZATION (Francia)
- MEDIA DIVERSITY INSTITUTE (Belgio)
- METROPOLITAN COLLEGE (Grecia)
- CESIE ETS (Italia)
- CYPRUS UNIVERSITY OF TECHNOLOGY (Cipro)
Per maggiori informazioni
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