Il digitale nell’infanzia: tra opportunità e consapevolezza

lunedì 4 Maggio 2026

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L’uso degli smartphone da parte delle persone più giovani è cresciuto in modo rapido e costante, diventando una delle principali sfide educative per le scuole, le famiglie e le comunità. Sempre più persone, fin dall’infanzia, entrano in contatto con gli ambienti digitali: uno spazio che può offrire stimoli, connessioni e possibilità, ma che richiede anche strumenti adeguati per essere attraversato con consapevolezza.

Questa esposizione precoce al digitale non è un fenomeno neutro. Da un lato, apre a opportunità importanti: l’accesso immediato alle informazioni, la possibilità di esprimersi, di creare, di entrare in relazione con altri contesti e realtà. Senza un adeguato supporto, c’è il rischio che l’esperienza digitale venga vissuta in modo passivo, lasciandosi guidare più dagli stimoli esterni che da scelte consapevoli. Nel quotidiano, questo si traduce in abitudini che si costruiscono molto presto e che possono incidere sul modo di apprendere, di comunicare e di stare in relazione. 

Per questo motivo, parlare di ambienti digitali significa anche interrogarsi sul ruolo delle figure adulte e dei contesti educativi, è importante costruire occasioni di confronto e di comprensione di ciò che si incontra online e favorire un uso più intenzionale degli strumenti. È in questo equilibrio tra opportunità e responsabilità che si gioca una parte fondamentale dei percorsi educativi contemporanei.

In questo contesto, nasce FreeMobi un'iniziativa volta a promuovere il benessere digitale e l'uso equilibrato dello smartphone tra bambini e bambine dai 6 ai 12 anni. L'obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo delle competenze fondamentali per navigare nel mondo digitale in modo sicuro, critico e consapevole, creando un dialogo attivo tra bambini e bambine, figure educanti e genitori.

Quando l’utilizzo dello smartphone diventa eccessivo, le conseguenze possono riflettersi su diversi aspetti della vita quotidiana: dalla difficoltà di concentrazione al rendimento scolastico, dalla qualità del sonno fino alle dinamiche relazionali ed emotive.  

Allo stesso tempo, non sempre chi è più giovane dispone degli strumenti e competenze necessarie per riconoscere e affrontare situazioni complesse come il cyberbullismo, l’esposizione a  contenuti dannosi o la disinformazione. È proprio in questi momenti di incertezza che diventa evidente il bisogno di un accompagnamento più attento e strutturato.

FreeMobi risponde a queste esigenze attraverso un approccio innovativo che intreccia  l'alfabetizzazione digitale con l'apprendimento socio-emotivo (SEL), favorendo la costruzione di un rapporto più sano con la tecnologia. L’attenzione non è rivolta soltanto alle competenze tecniche, ma anche alla capacità di comprendere le proprie emozioni e rafforzare la resilienza digitale. In questo modo, il percorso diventa un'opportunità concreta per costruire contesti educativi più consapevoli e inclusivi, in cui ogni persona possa sentirsi parte attiva. 

Attraverso attività di formazione, strumenti didattici e iniziative di sensibilizzazione, FreeMobi contribuisce a ridurre la distanza  tra le esperienze digitali delle nuove generazioni e la capacità delle figure adulte di guidarle in modo efficace, promuovendo un processo condiviso, fatto di ascolto, confronto e collaborazione. 

FreeMobi rafforza la comunità educante e trova nuove modalità per rendere il digitale uno spazio da abitare insieme in cui sviluppare competenze, relazioni e nuove forme di partecipazione.

 Per ulteriori informazioni e per partecipare leggi la scheda progetto 

Contatta: sara.ibrahim@cesie.org

A proposito di FreeMobi

FreeMobi è un progetto finanziato da CERV Equality, Rights and Gender Equality – CHILD.

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