Libertà accademica e guerra: le sfide dell’università in Ucraina

giovedì 14 Maggio 2026

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Da oltre due anni, la guerra in Ucraina continua a trasformare profondamente la vita del Paese, coinvolgendo anche il sistema dell’istruzione superiore. Università, studenti, studentesse, personale docente e ricercatori affrontano quotidianamente conseguenze che vanno ben oltre la dimensione educativa, tra instabilità, sfollamenti e difficoltà nel garantire la continuità accademica.

In questo contesto si inserisce FreeAc, che ha sviluppato una ricerca congiunta sugli effetti del conflitto armato sul settore accademico in Ucraina, con l’obiettivo di promuovere e difendere la libertà accademica. Lo studio offre una panoramica approfondita di come la guerra stia incidendo sulla vita universitaria, sull’autonomia delle istituzioni e sull’accesso all’istruzione.

La ricerca restituisce l’immagine di un sistema accademico costretto a ridefinirsi continuamente.Numerose università hanno dovuto trasferire sedi e attività, adattandosi a modalità di apprendimento online o ibride e affrontando blackout, interruzioni e condizioni di costante insicurezza. Le attività accademiche vengono spesso sospese o riorganizzate, mentre molte persone appartenenti alle comunità universitarie vivono situazioni di sfollamento, sia all’interno dell’Ucraina sia all’estero.

Accanto alle difficoltà logistiche ed economiche emerge anche il forte impatto psicologico della guerra, che si riflette sull’intero sistema educativo. La diminuzione delle iscrizioni e l’incertezza sul futuro dell’istruzione superiore rendono ancora più fragile il contesto accademico. In questo scenario, la libertà accademica assume un ruolo centrale come condizione essenziale per garantire sistemi educativi democratici, aperti e resilienti.

Lo studio evidenzia inoltre come il conflitto renda sempre più complesso mantenere collaborazioni internazionali, svolgere attività di ricerca in modo libero e preservare l’autonomia istituzionale delle università. Le restrizioni alla mobilità, soprattutto per i cittadini uomini, limitano ulteriormente l’accesso agli scambi internazionali e alle opportunità accademiche. Nonostante questo scenario, le università ucraine continuano a dimostrare capacità di adattamento e resilienza, rafforzando partnership con istituzioni europee e sviluppando soluzioni innovative per sostenere studenti e personale accademico.

La ricerca guarda anche alle esperienze di ripresa post-conflitto in Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, sottolineando l’importanza di strategie di ricostruzione coordinate, investimenti sostenibili nell’istruzione e cooperazione internazionale a lungo termine. Secondo la ricerca, ricostruire il sistema di istruzione superiore ucraino richiederà una forte leadership nazionale, servizi di supporto alla salute mentale, programmi di reintegrazione per accademici sfollati e la protezione della libertà accademica come valore democratico fondamentale. Leggi la ricerca completa.

In questa direzione, FreeAc continua a rafforzare la collaborazione tra istituzioni di istruzione superiore ucraine e partner europei, supportando le comunità accademiche sfollate e favorendo l’integrazione delle università ucraine nello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore.

Attraverso attività di ricerca, supporto istituzionale e cooperazione transfrontaliera, l’iniziativa promuove resilienza accademica, innovazione e continuità educativa, contribuendo alla difesa della libertà accademica anche nel contesto della guerra in corso.

Per saperne di più su FreeAc e conoscere tutte le sue innovazioni, leggi la scheda progetto.

Contatta Marco Gennaro: marco.gennaro@cesie.org.

A proposito di FreeAc

FreeAc – Promoting Academic Freedom in Ukraine è un progetto finanziato dal Programma Erasmus+: Azione Chiave 2 – Partenariati di cooperazione nell’istruzione superiore.

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