Come creare ambienti sensibili al trauma, capaci di migliorare il rapporto personale degli studenti con l’istruzione e con sé stessi?
In che modo è possibile dare ai giovani una seconda opportunità nei contesti di formazione?
Abbiamo cercato una possibile risposta a tali quesiti basandoci sui concetti di psicologia positiva e resilienza, integrandoli in un pacchetto formativo rivolto agli educatori che operano in realtà cosi complesse.
Analizzando sviluppi ed esigenze principali in Italia, Irlanda, Romania, Malta, Austria, è emersa una preoccupazione comune riguardo l’individuazione delle metodologie più adatte alla creazione di ambienti sensibili al trauma. Favorire il rapporto con l’istruzione di giovani vittime di dispersione scolastica implica un’attenzione particolare alle loro esigenze individuali, cercando risposte specifiche, alla luce della diversità culturale che sempre più caratterizza le scuole europee.
L’individuazione di strumenti innovativi sembrerebbe necessaria anche per tutelare gli stessi educatori. Spesso infatti si tende a sottovalutare l’impatto psicologico ed emotivo che tali contesti lavorativi possono avere sui formatori, una categoria altamente esposta al rischio di burnout professionale.
Come rispondere quindi in modo efficace al problema della dispersione scolastica assicurando il benessere di educatori e studenti? Il pacchetto formativo al quale stiamo lavorando è volto a fornire un’ampia varietà di pratiche, tra cui attività ed esercizi, contenuti dettagliati per ciascun argomento/area di formazione, case study.
Sulla base dei principi della psicologia positiva, il percorso di formazione includerà vari metodi per aiutare i giovani che hanno abbandonato il percorso scolastico ad acquisire maggiore fiducia in sé stessi, rafforzando il loro benessere e la loro resilienza, le loro competenze sociali ed emotive.
Il programma di training si articolerà intorno a cinque moduli, volti ad accompagnare l’educatore in un percorso di crescita dei suoi studenti. Dallo sviluppo della sicurezza emotiva, la formazione si sposta verso il rafforzamento delle capacità comunicative, creative e collaborative, per poi concentrarsi sull’ apprendimento sociale ed emotivo, la capacità di autocontrollo, ed infine guidare lo studente alla definizione di obiettivi e alla riscoperta delle proprie abilità.
Un’ultima sezione sarà invece dedicata nello specifico ad una serie di meccanismi volti a supportare gli insegnanti, consapevoli dell’influenza reciproca studente-educatore alla base di tutti i processi di insegnamento.
Tali argomenti sono stati al centro del workshop “Train the Trainers” (Palermo, 10-13 Febbraio 2020), nell’ambito del progetto THRIVE – Formare alla speranza, al benessere, e alla resilienza come strumento di prevenzione della dispersione scolastica, iniziato ad Ottobre 2019, in collaborazione con altri 5 partner europei. Il pacchetto formativo THRIVE è il prodotto più rilevante del progetto e sarà presto seguito dalla fase di pilotaggio in ogni paese partner.



Sul progetto
THRIVE – Training Hope, wellbeing, and Resilience in Vulnerable Early school leavers è un progetto biennale co-finanziato dal programma Erasmus+, Key Action 204 – Partenariati Strategici nel settore educazione degli adulti.
Partner
Il partenariato è costituito da 6 organizzazioni:
- Coordinatore: ICEP Europe
- The Association for Education and Sustainable Development (AESD)
- The Centre for Resilience and Social and Emotional Health of the University of Malta
- CESIE
- Kildare and Wicklow Education and Training Board (KWETB)
- Verein Multikulturell
Per ulteriori informazioni
Leggi la scheda progetto
Contatta Simona Sglavo, simona.sglavo@cesie.org










