Oggi, 18 ottobre 2013, si celebra la giornata europea contro la tratta di esseri umani. In occasione di questa ricorrenza il CESIE vuole ricordare come forme moderne di schiavitù purtroppo esistono ancora, a volte manifestandosi apertamente sotto i nostri occhi. Dietro alle storie di lavoratori immigrati, bambini mendicanti, o prostitute straniere si celano spesso situazioni di violenza e di oppressione, come quella di X, una ragazza rumena, portata in Italia con l’inganno e costretta invece a prostituirsi per i suoi sfruttatori.
Secondo uno studio della Commissione europea[1], più di un quarto delle vittime della tratta di esseri umani identificate o presunte nell’Unione Europea nel periodo 2008-2010 si trovavano in Italia (6,426). L’Italia è un paese di transito e di destinazione per donne, bambini e uomini, vittime dello sfruttamento sessuale e del lavoro forzato. La maggior parte di esse (60%), proviene dall’Africa (Nigeria, Egitto, Marocco e Tunisia), sono di genere femminile (73%) e vengono sfruttate per fini sessuali (70%).
Secondo il Coordinamento Favour e Loveth di Palermo, solo a Palermo le vittime del fenomeno della tratta per fini sessuali sono oltre cinquecento. Il fenomeno coinvolge ragazze e donne provenienti principalmente dalla Nigeria e frutta ai gestori dell’industria del sesso circa 10 milioni di euro l’anno.
La tratta di esseri umani è un fenomeno in continua crescita e spesso è difficile da identificare e eliminare, ma è un crimine che può e deve essere contrastato!
La lotta alla tratta ci riguarda tutti ed inizia con la consapevolezza che essa non è un fenomeno fisiologico nella nostra società ma un processo criminoso che le mafie hanno potuto perpetrare soprattutto grazie alla debolezza degli esistenti sistemi di contrasto, sia nei paesi di origine, che in quelli di transito e di destinazione.
Il CESIE ha rimarcato l’importanza di questa presa di coscienza attraverso la formazione e sensibilizzazione di giovani provenienti da vari paesi europei e dalla regione del Caucaso sul tema della tratta nell’ambito del progetto “Approccio dell’ educazione alla pari nella prevenzione della tratta”, conclusosi nel 2010.
In continuità con questo progetto e coerentemente con il sostegno al Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo, il CESIE ha deciso di partecipare al progetto “ROOT”, coordinato dall’organizzazione CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) e finalizzato al contrasto della tratta legata allo sfruttamento sessuale a Palermo.
Il progetto, finanziato dal programma dell’Unione Europea “ISEC – Prevenzione e lotta contro la criminalità”, tra le altre cose, mira ad aumentare la consapevolezza tra la popolazione sulla tematica e a stabilire una rete transnazionale di cooperazione con i paesi di origine della tratta.
In occasione della giornata europea contro la tratta (18 ottobre), le due organizzazioni presenteranno ufficialmente il progetto, per dare un segno alla cittadinanza della necessità di contrastare questo fenomeno, a distanza di quasi due anni dalla scomparsa di Favour e Loveth, due vittime della tratta. La presentazione si terrà alle ore 18.00 presso il Centro di Documentazione (CEDOC) del CISS, in via G. Marconi n. 2/A – 90141 e verrà seguita dalla proiezione della video-documentazione “Isoke e le figlie di Mami Wata” (60′), realizzata da Isoke Aikpitanyi e basata sulla sua storia personale.
Siete tutti invitati a partecipare!
Il CESIE dice NO alla tratta e rivolge un appello affinché si continui a lottare contro questa moderna forma di schiavitù!
Per ulteriori informazioni contatta partnership@cesie.org.










