Migranti, al via il corso di formazione per mediatore stradale interculturale

martedì 14 Dicembre 2010

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Clarity meetingOgni anno in Italia, su strade e autostrade italiane, i cittadini stranieri coinvolti in sinistri mortali o, comunque, gravi sono circa il 20% del totale, con picchi che toccano il 25% . Visto che, nel nostro paese gli immigrati, regolari e non, raggiungono una percentuale del 10% circa, gli stranieri coinvolti nell’incidentalità sono in proporzione almeno il doppio rispetto alla popolazione italiana.

Il conseguimento della patente di guida è sicuramente uno dei fattori che, oltre a consentire un’autonomia sugli spostamenti, aumenta la possibilità di ottenimento del posto di lavoro. In particolare per i migranti, ai quali, dovendo svolgere spesso la mansione di badanti e di accompagnatori di anziani, viene richiesto appunto il possesso di tale requisito.

La legislazione vigente consente solo in casi particolari la conversione della patente conseguita nei paesi di origine, in un documento valido in Italia.

Inoltre nel nostro Paese non esistono realtà istituzionali che si occupano di supportare il migrante in tali percorsi. È il mondo dell’associazionismo che si prende il carico di tali necessità, cercando in primo luogo di colmare lacune a livello linguistico. Rimane così un approccio all’insegnamento non attento alle peculiarità culturali e linguistiche dell’utente che si traduce nelle difficoltà di apprendimento sopracitate.

L’idea è perciò di formare – grazie al progetto Clarity – delle figure professionali per il supporto al conseguimento della patente di guida che, all’interno di corsi di formazione, insegnino nella stessa lingua dei corsisti.

Premesso ciò l’incontro internazionale del progetto Clarity che si è svolto a Palermo l’1 e il 2 dicembre ha permesso di pianificare con i partner l’approccio metodologico del corso di formazione che avrà inizio a gennaio del 2011.

Per maggiori informazioni contattare partnership@cesie.org.

Ripensare l’autonomia senza acronimi: riflessioni dalla formazione locale

Ripensare l’autonomia senza acronimi: riflessioni dalla formazione locale

CIVILHOOD ha affrontato il tema dell’autonomia di giovani migranti, sottolineando la complessità delle loro esperienze e la necessità di approcci flessibili. Le sfide includono la difficoltà nel definire l’autonomia e l’impatto delle dinamiche dell’accoglienza sulla loro crescita e integrazione. Il progetto CIVILHOOD ha sviluppato risorse educative per supportare operatorз e volontariз nell’affrontare queste sfide.

CESIE ETS