Sabato 4 aprile si è tenuta la prima assemblea nazionale telematica della campagna “Siamo qui - Sanatoria subito”, convocata dopo un’ampia e numerosissima adesione di realtà sociali e singole persone all’appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19.
La discussione ha quindi ricevuto i contributi di realtà dislocate su tutto il territorio nazionale, dal nord al sud del paese, dalle metropoli alle zone agricole, che hanno tracciato una cartografia di cosa significa essere irregolari, vivere espropriati di ogni diritto, finire reclusi in un CPR a causa di un impianto legislativo, dalla legge Bossi-Fini alla Minniti-Orlando fino alla legge Salvini, che ha creato schiere ingenti di “invisibili”.
C’è un tratto comune che ha caratterizzato tutti gli interventi di chi ha partecipato all’assemblea: l’urgenza di agire, perché il tempo dentro la pandemia non scorre allo stesso modo per tutti e tutte.
Per le persone che non hanno il titolo di soggiorno ora è estremamente più complicato avere accesso alla sanità, percepire un reddito, fare la spesa, avere un pasto caldo e mettere in atto tutte le precauzioni necessarie per non contrarre il virus.
È per questo che un primo importante risultato, anche se parziale, potrebbe essere quello dell’accesso senza vincoli di residenza e regolarità del soggiorno alle forme di sostegno economico e ai buoni spesa previsti dal decreto “Cura Italia”. Non possono essere solo il volontariato e le reti di mutualismo, che in questi giorni si stanno prodigando in molteplici forme solidali, a preoccuparsi di chi non ha il reddito sufficiente o non riesce a mettere insieme il pranzo o la cena.
La soluzione perciò emersa dalla discussione non può che essere una sola:
un provvedimento immediato di sanatoria generalizzata per tutti i cittadini e le cittadine stranieri/e sprovvisti di titolo di soggiorno che veda come unico requisito la presenza attuale in Italia.
La proposta di sanatoria è articolata in:
a) rinnovo automatico con presunzione dei requisiti dei permessi di soggiorno in scadenza o già scaduti;
b) conversione automatica su istanza di parte e con presunzione dei requisiti di tutti i permessi di soggiorno, compresi quelli totalmente o parzialmente non convertibili:
c) blocco delle espulsioni, dei trattenimenti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e degli allontanamenti già in corso o avviabili.
A questa proposta, se ne affianca un’altra del del Forum Disuguaglianze/Diversità e dell’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile di “Misure integrative al Decreto Cura Italia” con la loro campagna #nessunorestindietro che avanza una proposta operativa per fronteggiare immediatamente la caduta di reddito delle famiglie dovuta alla crisi innescata dalla diffusione della pandemia Covid-19. È una proposta che si rivolge all’intera società italiana, sostenendo ognuno in base alle sue differenti esigenze. La proposta si basa su un’analisi del Decreto “Cura Italia” (governo.it/curaitalia) e dello stato della società e del lavoro in questo grave momento; propone un numero limitato di cambiamenti al Decreto, che possano integrarlo senza stravolgerlo. Le due principali novità sono costituite dall’introduzione del SEA e del REM:
Il Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo (SEA) sostituisce il bonus di 600 euro una tantum per gli autonomi, cogliendone e sviluppandone la novità: tutelare il lavoro autonomo. L’importo del SEA non è in somma fissa indistinta, come nella suddetta misura, bensì cambia in base alle diverse situazioni. Il suo obiettivo principale consiste nel sostenere chi è in più grave difficoltà: pertanto l’ammontare del contributo è determinato in modo progressivo secondo le condizioni economiche del nucleo del lavoratore autonomo.
Il Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza (REM) utilizza i dispositivi del Reddito di Cittadinanza e lo sostituisce per i nuovi richiedenti per il periodo di vigenza. Il suo obiettivo consiste nel costruire subito una diga contro l’impoverimento, raggiungendo rapidamente tutta la popolazione in condizione di necessità non toccata da altre prestazioni di welfare.
Di conseguenza, rispetto al Reddito di Cittadinanza sono previsti: informazione automatica agli aventi diritto; drastica semplificazione della documentazione necessaria per beneficiare della misura; velocizzazione delle procedure per l’erogazione del trasferimento; modifica dei vincoli di accesso legati al patrimonio mobiliare e immobiliare; allentamento temporaneo delle sanzioni legate alla condizione di lavoro irregolare e altro.
Le misure previste devono essere urgentemente migliorate e completate affinché́ davvero nessuno resti escluso. E devono trovare attuazione, ora.
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