Sono arrivati a novembre i 18 nuovi volontari provenienti da tutta Europa che per 9 mesi offriranno il loro contributo ed il loro tempo in diverse organizzazioni sociali ed associazioni di Palermo tutte accomunate da una mission: favorire l’integrazione dei migranti a Palermo, e portare avanti i valori della democrazia e del rispetto dell’altro.
Si tratta di un progetto SVE- Servizio Volontario Europeo che coinvolge organizzazioni partner e volontari provenienti da Francia, Spagna, Austria, Inghilterra, Estonia e Ungheria.
Il progetto UBUNTU III, questo il suo nome, prevede l’arrivo in totale di 36 volontari, 18 nel primo round e 18 in un secondo round. Il primo gruppo è arrivato a febbraio ed è andato via ad inizio ottobre, passando il testimone al secondo gruppo: i volontari hanno condiviso la loro esperienza con i nuovi che adesso hanno il compito di portare avanti le attività locali dei primi, ovviamente apportando il loro personale contributo.
È stata un’occasione per trasferire ai nuovi volontari strumenti di lettura della realtà palermitana e suggerimenti oltre a permettere al progetto UBUNTU III di continuare a dare sostenibilità alle attività intraprese dai giovani.
Le organizzazioni sociali, partner del network del CESIE, presso le quali i volontari europei andranno a lavorare sono: Ubuntu, Santa Chiara, Giardino di Madre Teresa, Centro Astalli, Centro Agape, Libera, Casa di tutte le genti, Molti volti capovolti. Si tratta di un progetto di ampia portata capace di rafforzare un network locale e indirizzare tutte le associazioni verso una direzione condivisa.
Ubuntu III, infatti, vuole fornire un’occasione ai volontari europei per conoscere un altro paese, un’altra cultura e un’altra lingua, partecipando al tempo stesso alla realizzazione di un progetto di volontariato utile ad una collettività locale.
Un’ottima occasione quindi di arricchimento e di crescita reciproca per i volontari, la comunità locale e i migranti con cui molti di loro lavoreranno.
Le loro vite cambieranno come è già avvenuto ai volontari dei precedenti progetti UBUNTU / UBUNTU II. Lo scambio culturale ha sempre permesso un arricchimento reciproco con la comunità e i volontari hanno sperimentato un altro modo di vivere a Palermo, per molti casi, così diverso dai loro Paesi. La cultura popolare, la gastronomia, la musica tradizionale, la quotidianità, la spese ai mercati, i colori, la gente segnano la vita di questi giovani e la convivenza con la comunità locale.
Giovani che all’inizio si pongono in una posizione di osservazione della realtà attorno con sorpresa e stupore e pian piano cominciano ad addentrarsi, fino a sentirsi “palermitani” prima del loro ritorno.
Per non parlare di chi decide di rimanere a Palermo!










