Reddito Minimo, il CESIE aderisce alla campagna di Libera

giovedì 28 Maggio 2015

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Ha già superato le 70mila firme la petizione per il reddito di dignità promossa da Libera e dal Gruppo Abele per chiedere al Parlamento italiano l’introduzione del Reddito Minimo o di Cittadinanza.

La campagna 100 giorni per un reddito di dignità contro la povertà e le mafie ha già raccolto l’adesione di numerosi enti locali e di svariate associazioni: il CESIE è lieto di essere tra queste.

L’obiettivo della campagna è fare in modo che entro 100 giorni venga presentata nell’aula parlamentare una valida proposta di legge da discutere e approvare nel più breve tempo possibile. Nonostante le sollecitazioni dell’Unione Europea, infatti, in Italia manca ancora una legge che garantisca una protezione economica a tutti i cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Il prossimo 6 giugno, in occasione della Giornata nazionale per la dignità e il reddito, Libera e Gruppo Abele, insieme alle altre associazioni aderenti, organizzeranno nelle piazze italiane dei punti di raccolta firme. A Palermo ci ritroveremo dalle 15 in piazza a Mondello con gazebo per la raccolta firme, animazione per bambini e tanta musica: noi del CESIE saremo presenti, e vi invitiamo ad esserci!

Ciò che conta non è solo raggiungere la soglia delle 100mila firme, ma sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema di cui purtroppo si conosce ancora poco.

Un’arma contro la povertà e le mafie

Il Reddito Minimo, detto anche Reddito di Cittadinanza, è una forma temporanea di intervento economico e socio-assistenziale di contrasto alla povertà, che garantisce un introito dignitoso, seppur minimo, a tutti coloro che vivono al di sotto della soglia di rischio di povertà: ne sono quindi interessati tutti quei cittadini che non lavorano o che non possono accedere ai sistemi di sicurezza sociale perché li hanno esauriti, come nel caso dei lavoratori esodati o in mobilità.

Si tratta di una misura già in vigore in quasi tutti i Paesi europei, fatta eccezione per Grecia, Bulgaria e, appunto, Italia.

Secondo le previsioni Eurostat del 3 ottobre 2005 l’Italia è, tra tutti i Paesi dell’Unione, quello con il più alto tasso di rischio di povertà. La previsione dell’ente non lascia spazio ad alcun dubbio: se non verranno attuati al più presto anche nel nostro Paese interventi di sostegno al reddito, il rischio di povertà e disagio sociale ed economico potrebbe avere effetti devastanti.

Eppure, nonostante siano state già presentate al Senato svariate proposte di legge, il nostro Paese non ha ancora adottato alcuna misura per risolvere una situazione che si fa ogni giorno più critica. Dati Istat mostrano infatti come tra il 2008 e il 2014 la crisi economica abbia quasi fatto raddoppiare i numeri della povertà assoluta e relativa tanto in Italia quanto in Europa.

A beneficiare di questa condizione di disagio e diseguaglianza sociale è la criminalità organizzata. Le mafie si nutrono infatti della frustrazione di quanti non riescono a trovare un lavoro adeguato alle proprie esigenze e aspirazioni; il lavoro quale diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione, si trasforma così in uno strumento di ricatto economico, in merce che va ad alimentare il sistema del voto di scambio.

Per questo motivo Libera e il Gruppo Abele hanno promosso questa campagna per introdurre il Reddito Minimo o di Cittadinanza: per togliere ossigeno alle mafie e restituirlo ai cittadini.

Firma adesso la petizione per il Reddito di dignità