La pace come immaginario morale

venerdì 25 Febbraio 2022

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Gli eventi che stanno sconvolgendo il benessere della comunità umana in Europa e nel mondo in questi giorni fanno sorgere dubbi sulla capacità degli esseri umani di imparare dal passato. Come riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’alba del ritorno ad uno status di pace nel 1948, dopo anni di conflitto:

"(...) il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". 

La pace non si costruisce in un solo giorno né con gli sforzi di una sola persona. La costruzione della pace non è mai statica, è dinamica e adattabile alle cose che accadono. La pace sostenibile è uno sforzo collettivo. A questo proposito, facciamo eco alle parole di J.P. Lederach, che ritiene necessario usare l’immaginazione morale per generare soluzioni sostenibili per un cambiamento sociale costruttivo e adattare, rimodellare, ricostituire le nostre connessioni all'interno della realtà. 

Dopo tutti questi anni, dobbiamo credere che non stiamo lavorando solo per un sogno, ma che l'azione sia un dovere e, in definitiva, un atto morale verso noi stessз e le generazioni future. Crediamo fortemente che il dialogo aperto, le relazioni umane e l'educazione alla cultura della pace siano la via da seguire.

In questo momento più che mai, lavoreremo per costruire ponti e tracciare le basi di un autentico cambiamento, valorizzando la bellezza nella differenza e praticando l'immaginazione come forza riparatrice e soluzione ai conflitti. Perché dopotutto, l'educazione alla pace è l'unico modo per rimodellare il nostro futuro.