Come possiamo costruire comunità consapevoli, forti e aperte al cambiamento? Non esiste una risposta semplice, ma esiste un punto di partenza chiaro: creare spazi di incontro, scambio e ascolto, in cui conoscenze diverse si intrecciano e diventano azione. È proprio attraverso il dialogo tra persone giovani, professioniste e comunità che si gettano le basi per società più inclusive, capaci di evolvere e rispondere ai bisogni reali delle persone.
È questo lo spirito che ha animato il Laboratorio Europeo di Scambio delle esperienze, svoltosi a Parigi il 17 e 18 aprile, due giornate di immersione nel mondo del benessere mentale e della partecipazione giovanile. L’incontro ha riunito psicologi ed esperti insieme alle Consulte Giovanili (Youth Advisory Boards, YABs) provenienti dai Paesi partner di BOTTOM-UP TALKS, creando uno spazio di scambio intergenerazionale autentico e trasformativo.
Basandosi sull’esperienza di formazione internazionale precedente in Lituania, questo scambio ha unito le competenze e le lezioni apprese negli sportelli di ascolto nelle scuole, con l’energia e il punto di vista delle persone giovani coinvolti nelle attività di educazione tra pari. Le Consulte giovanili - YAB non partecipano soltanto: crescono e contribuiscono a formare menti più consapevoli e portano i valori dell’educazione sessuale e affettiva in contesti giovanili diversi. Allo stesso tempo, le persone esperte hanno avuto l’opportunità di imparare da loro e dai corpi studenteschi con cui lavorano, ponendosi domande cruciali: Quali sono i bisogni primari degli adolescenti oggi? Come possiamo garantire un supporto che vada oltre il contesto scolastico? Come costruire ambienti educativi più sicuri e inclusivi?
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza è stato il cambiamento di prospettiva: i ruoli si sono intrecciati, trasformandosi. Molte persone giovani hanno espresso il desiderio di essere protagoniste in prima linea, di far sentire la propria voce anche a livello europeo e di contribuire attivamente alla diffusione di questi valori. Mettersi in gioco, trovare le parole giuste, confrontarsi con nuove realtà: tutto questo fa parte di un percorso di crescita che va oltre il singolo evento.
A rendere ancora più ricco il programma è stato l’intervento principale dell’ospite Leonie Werner, Specialista associata di programma presso la Sezione Salute e Istruzione della sede centrale dell’UNESCO a Parigi, che ha offerto uno sguardo approfondito sul lavoro dell’organizzazione. In questo contesto, ha sottolineato:
“Dobbiamo comprendere meglio cosa porta alle situazioni di violenza e perché l’educazione sessuale e affettiva sia strettamente collegata alla violenza di genere. Questo collegamento è ancora insufficientemente affrontato nei programmi attuali e rappresenta una lacuna significativa. L’educazione sessuale e affettiva ha un forte potenziale nel contribuire alla prevenzione della violenza di genere, ma solo se viene proposta prima che le persone entrino in relazioni romantiche. Le evidenze mostrano che gli interventi nelle fasi successive sono molto meno efficaci: è proprio per questo che il ruolo preventivo dell’educazione sessuale e affettiva è così cruciale.”
Il suo contributo ha rafforzato la consapevolezza dell’importanza di investire nella prevenzione e nell’educazione precoce, come strumenti fondamentali per costruire relazioni più sane e società più giuste.
Formare persone giovani impegnate nell’attivismo: un investimento per il cambiamento dal basso
Un ulteriore elemento emerso con forza durante il laboratorio è la necessità di preparare e accompagnare giovani che desiderano impegnarsi attivamente nell’attivismo dal basso per i diritti delle persone adolescenti. Questo significa non solo offrire conoscenze, ma anche sviluppare competenze trasversali: capacità di comunicazione, pensiero critico, gestione dei conflitti e lavoro di gruppo.
Sostenere questi percorsi vuol dire creare spazi più sicuri in cui le persone giovani possano sperimentarsi, sbagliare, apprendere e crescere come agenti di cambiamento. L’attivismo giovanile, quando supportato e valorizzato, diventa uno strumento potente per raggiungere coetanei, generare consapevolezza e promuovere trasformazioni reali nei contesti locali.
Investire nella loro formazione significa quindi rafforzare una rete di persone capaci di portare avanti, in modo autonomo e sostenibile, i valori dell’inclusione, del rispetto e del benessere. È un processo che parte dal basso, ma che ha il potenziale di influenzare sistemi più ampi. Significa riconoscere il valore delle relazioni e curare percorsi che mettano al centro il benessere, la partecipazione e il cambiamento.
Dallo scambio nascono le idee, ed è nelle connessioni che queste idee diventano futuro.
A proposito di BOTTOM-UP TALKS
BOTTOM-UP TALKS – Preventing teen-dating and school-related gender-based violence and promoting psychological well-being from the bottom-up è finanziato dal programma CERV-2024-DAPHNE.
Partner
- CESIE ETS (Italia, Coordinatore)
- C.O.I.R.A.G. ETS – Confederazione di Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi (Italia)
- KMOP – Kentro Merimnas Oikogeneias Kai Paidiou (Grecia)
- CSI – Center for Social Innovation (Cipro)
- House of Diversity Education (Lituania)
- FEA – Femmes Entraide et Autonomie (Francia)
Per ulteriori informazioni
Leggi la scheda progetto, visita il sito www.thegendertalk.eu e seguici su Facebook e Instagram.
Contatta Ruta Grigaliunaite: ruta.grigaliunaite@cesie.org.










