Competenze, migrazione e lavoro nel dibattito europeo

lunedì 26 Gennaio 2026

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Come possono le competenze delle persone migranti rafforzare il mercato del lavoro europeo? E quale ruolo può giocare la società civile nel trasformare le politiche in opportunità concrete?

Questi sono stati i temi principali del 10° European Migration Forum “Harnessing skills, enriching the EU: positive models of integration, un momento di confronto importante tra oltre 145 organizzazioni della società civile, autorità locali e regionali, decisori politici e organizzazioni internazionali, con un obiettivo comune: discutere modelli positivi di integrazione e valorizzazione delle competenze delle persone con background migratorio nell’Unione europea.

Durante le due giornate organizzate presso il Comitato Economico e Sociale Europeo sono state messe in luce la necessità di superare una visione emergenziale della migrazione, riconoscendo le persone migranti presenti in Europa non come problemi da gestire, ma come risorse umane da valorizzare, in coerenza con i valori di solidarietà, condivisione e integrazione dell’Unione Europea.

Parallelamente però, durante il Forum è emersa la contraddizione ancora presente nel contesto politico europeo, dove la migrazione continua a essere strumentalizzata politicamente, con effetti diretti sulla restrizione dello spazio civico e sulla criminalizzazione delle organizzazioni che operano sul campo. Questa dinamica rende ancora più necessaria e urgente una ridefinizione delle priorità politiche attuali affrontando i problemi strutturali e riconoscendo il ruolo delle organizzazioni della società civile nel contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

Cambiare la narrazione politica, sociale e civile è un passaggio fondamentale per una vera inclusione e un esempio concreto è avvenuto grazie al passaggio dal termine “migrazione illegale” a “migrazione irregolare”, un cambiamento linguistico importante che riduce la criminalizzazione e contribuisce a riformulare il dibattito pubblico poiché le parole costruiscono prospettive, definiscono confini simbolici di chi viene escluso e resta ai margini, soprattutto in un contesto politico sempre più polarizzato.

La prima giornata del Forum si è concentrata su modelli positivi di integrazione, con contributi di enti locali, settore privato, sindacati e progetti finanziati dall’UE. Gli interventi hanno evidenziato come l’inclusione lavorativa favorisca crescita economica e coesione sociale. Tra questi, gli interventi di alto profilo del Commissario europeo Magnus Brunner e del Presidente dell’EESC - Comitato Economico e Sociale Europeo, Séamus Boland hanno sottolineato il valore di politiche migratorie coordinate, basate sui diritti e sull’ascolto della società civile.

Boland ha riportato inoltre al centro del dibattito il legame tra povertà, esclusione sociale e migrazione, evidenziando come questi temi non sono più considerati prioritari nell’agenda politica europea e di come carenze strutturali come l’insufficienza di soluzioni abitative, l’approccio emergenziale prevalente e la riduzione dello spazio operativo per le organizzazioni della società civile siano segnali chiari di queste difficoltà strutturali.

La seconda giornata ha approfondito i fattori chiave per favorire l’inserimento lavorativo delle persone migranti nel mercato del lavoro, attraverso soluzioni quali accompagnamento personalizzato, riconoscimento delle competenze con metodi innovativi e paralinguistici e partenariati pubblico-privati.

Le testimonianze video delle persone migranti mostrate durante il panel, hanno riportato il dibattito alla dimensione umana delle politiche, ricordando che ogni decisione ha un impatto concreto sulla vita delle persone, evidenziando anche la necessità di riconoscere e affrontare la vulnerabilità psicologica delle persone migranti, una dimensione spesso trascurata nelle politiche pubbliche ma che incide in modo diretto sui processi di integrazione, sull’accesso ai servizi e sulla partecipazione sociale.

Sfruttamento lavorativo, tratta e narrazioni: verso nuove risposte

Un focus particolare è stato dedicato allo sfruttamento lavorativo e alla tratta di esseri umani. Nonostante l’aumento dei casi, molte vittime rimangono invisibili e non identificate, mentre le risposte istituzionali faticano ad evolvere. Come ha sottolineato Saber Kordestanchi di Hostaway :“non è necessario sfruttare le persone per costruire un business di successo”, un richiamo diretto e rilevante alla responsabilità del settore privato e alle necessità di controlli efficaci a livello nazionale ed europeo.

Accanto alle criticità sottolineate dai diversi speaker, il Forum ha evidenziato buone pratiche di alto impatto, come il mentoring, l’uso di social ambassadors e del passaparola per raggiungere persone vulnerabili e costruire relazioni di fiducia come per esempio spazi informali di incontro tra persone migranti, imprese e istituzioni che si sono dimostrati essenziali per superare diffidenze reciproche e facilitare la collaborazione. Sottolineando un aspetto importante ovvero che la fiducia, non può essere imposta dall’alto, va costruita nel tempo attraverso approcci inclusivi, dialogo, ascolto e responsabilità condivisa.

La partecipazione al Forum ha rafforzato il nostro impegno come CESIE, tramite il progetto HOST, nel promuovere azioni e iniziative inclusive, fondate sull’ascolto e sul dialogo tra livelli locali, nazionali ed europei basate sull’esperienza, sull’ascolto e sulla tutela dei diritti.

Il 10° European Migration Forum ha dimostrato efficacemente che valorizzare le competenze delle persone migranti non è solo una necessità economica, ma una scelta politica e sociale che richiede visione, responsabilità e cooperazione.

Grazie al progetto HOST, questa partecipazione ha rafforzato il nostro impegno nel contribuire a un’Europa più inclusiva, capace di riconoscere il valore delle persone e di trasformare il dialogo in azioni concrete. Un percorso che continua, dentro e fuori le sedi istituzionali, con l’obiettivo di rendere l’inclusione lavorativa una realtà accessibile e sostenibile per tutte e tutti.

Scopri di più sulle prossime attività del progetto HOST e sulle opportunità di partecipazione: contatta cinzia.broccolo@cesie.org

A proposito di HOST

HOST – Tackling Human Trafficking in the Hospitality sector è un progetto finanziato da DG for Migration and Home Affairs (HOME), Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF).

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