Ogni anno, il 20 giugno, la Giornata mondiale delle persone rifugiate richiama l’attenzione su milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case – e sulla responsabilità collettiva di proteggerle. In Italia, migliaia di giovani persone straniere non accompagnate arrivano senza una figura adulta di riferimento, espostɜ a rischi gravi e spesso senza la possibilità di far valere i propri diritti.
Garantire diritti e protezione alle persone rifugiate significa costruire ogni giorno sistemi di accoglienza efficaci, umani e giusti. Tuttavia, per lɜ minori non accompagnatɜ la strada è ancora lunga: sono spesso vittime di tratta, violenza e sfruttamento, e incontrano enormi ostacoli nell’accesso all’istruzione, alla sanità e al sostegno emotivo. Al 31 dicembre 2023, erano oltre 23.000 in Italia, con più di un quarto concentrati in Sicilia (secondo la Direzione Generale dell’immigrazione del Ministero del Lavoro).
Per affrontare queste criticità, dal 2017, la Legge Zampa ha introdotto un sistema di tutela specifico per le giovani persone straniere non accompagnate. Ogni minore dovrebbe essere affiancatə da un tutore o una tutrice volontaria: una persona adulta formata dall’Autorità garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA) e nominata dal Tribunale per i Minorenni, che ne rappresenta legalmente gli interessi nel rispetto del principio del superiore interesse del minore, sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989.
Eppure, a sette anni di distanza, l’applicazione del sistema rimane parziale e presenta limiti significativi. Secondo la nostra ricerca realizzata nell’ambito del progetto GUIDE, moltɜ minori non hanno tutorə o non ne conoscono la funzione, segno di una comunicazione non sempre efficace. Lɜ tutorɜ volontarɜ, spesso senza un adeguato supporto formativo, affrontano situazioni complesse – come disabilità o esperienze traumatiche – con pochi strumenti e orientamento. Il coordinamento con gli altri attori dell’accoglienza è complesso e frammentato, e lɜ tutorɜ sono talvolta isolatɜ, anziché parte integrante di un progetto condiviso. Inoltre, l’accesso alla tutela viene spesso ritardato o attivato troppo tardi, soprattutto per chi ha più di 16 anni, non garantendo quindi un adeguato ascolto dellɜ minori.
Serve quindi un cambiamento profondo: un sistema di tutela funziona solo se è sostenuto, coordinato e formato. Ed è proprio su questo che lavora il progetto GUIDE.
Con GUIDE, rafforziamo le competenze di tutorɜ e istituzioni che sono parte attiva del percorso di cura dellɜ minori. Mettiamo a disposizione strumenti pratici e aggiornati, come il Manuale per formatorɜ, pensato per chi organizza percorsi di formazione per tutorɜ volontarɜ, e la Mappa nazionale dei servizi, una piattaforma in continua evoluzione che raccoglie informazioni sui servizi attivi a livello locale e regionale, utili sia allɜ tutorɜ che allɜ minori stessɜ. Inoltre, il progetto volge a fornire nuove opportunità formative e spazi di dialogo e concertazione che assicurino la partecipazione di tutorɜ e società civile nei processi decisionali con le istituzioni competenti.
Quando le figure tutelari ricevono formazione, informazione e sostegno, possono diventare punti di riferimento affidabili in sistemi sconosciuti e complessi – perché nessuna persona minorenne dovrebbe essere lasciata senza protezione, ascolto e accompagnamento. Ed è un promemoria importante in questa Giornata mondiale delle persone rifugiate: tutelare minori è un atto collettivo di cura che parte dal sostenere chi ogni giorno resta al loro fianco. Solo insieme possiamo garantire a ogni minore protezione, diritti e un futuro.
A proposito di GUIDE
GUIDE – Supporting Guardians of Unaccompanied Children è un progetto finanziato da AMIF-2023-TF2-AG-CALL-06-CHILDREN; AMIF Action Grant Budget-Based.
Partner
- EUROPEAN ASSOCIATION OF SERVICE PROVIDERS FOR PE (Belgio, coordinatore)
- EUROCHILD (Belgio)
- IASIS (Grecia)
- SDRUZHENIE NATSIONALNA MREZHA ZA DETSATA (Bulgaria)
- Imago Foundation (Polonia)
- Fundacja Save the Children International (Polonia)
- TENENET OZ (Slovacchia)
- CESIE (Italia)
- DIMOS EGALEO (Grecia, partner associato)
- Save the Children Europe (Belgio, partner associato)
- SAVE THE CHILDREN ITALIA ONLUS ASSOCIAZIONE (Italia, partner associato)
- Europsky institut regionalneho rozvoja, n.o. (Slovacchia, partner associato)
- TRNAVSKA UNIVERZITA V TRNAVE (Slovacchia, partner associato)
Per ulteriori informazioni
Leggi la scheda progetto.Contatta Fabiana Adamo: fabiana.adamo@cesie.org.









