Cos’è l’interculturalità?
Come sviluppare nuove strategie educative che possano rispondere agli stimoli ed input a cui sono sottoposti i bambini nelle prime fasi di scolarizzazione?
Come può un insegnante della scuola dell’infanzia gestire al meglio le differenze culturali?
Sono queste alcune delle domande a cui abbiamo voluto dare risposta nelle due giornate formative, il 22 e 29 aprile, per genitori di bambini della scuola dell’infanzia organizzate nell’ambito del progetto BODI.
Gli incontri si sono tenuti a Casa Officina, un centro educativo interculturale che propone diverse attività di formazione e informazione basate su un approccio interculturale di rispetto e valorizzazione della diversità. Casa Officina rappresenta un ottimo esempio di inclusione dei genitori nella vita scolastica dei propri figli: la collaborazione tra insegnanti e genitori per condividere conoscenze e strumenti su come affrontare temi sensibili è costantemente incoraggiata dal gruppo di educatori e da Maura Tripi – antropologa, educatrice e coordinatrice del centro.
Nel corso dei due incontri, lo staff del progetto e 13 genitori si sono confrontati, attraverso attività di educazione non formale, sui temi della diversità culturale, la salute mentale e l’espressione dei bisogni psico-emotivi dei bambini, gli stereotipi di genere nei prodotti mediatici per l’infanzia e la sessualità dei bambini.
Oltre ad aver organizzato la formazione con i genitori, si sono tenuti anche 28 workshop con i bambini dal 4 aprile al 5 maggio, presso La Casa di Tutte le Genti, per testare le attività sviluppate dal progetto direttamente con i bambini di due fasce d’età: 3-4 e 5-6 anni.
La Casa di tutte le genti rappresenta una realtà unica a Palermo: è un asilo/associazione autogestito e in gran parte autofinanziato che nasce dall’impegno di Zenaida Boaventura, una donna capoverdiana che da quindici anni col suo lavoro va incontro ai bisogni di tante famiglie – soprattutto con background migratorio- i cui bambini non riescono ad essere inseriti negli asili pubblici a causa delle lunghe liste d’attesa.
Attraverso storie interattive, attività per il pensiero creativo e giochi motori, di ruolo e con immagini, i bambini hanno avuto modo di riflettere su vari aspetti legati alla diversità, dalle differenze fisiche e la provenienza geografica agli stereotipi di genere e i diversi tipi di famiglie. In una prospettiva interculturale, sono stati affrontati i concetti di autorità e regole, empatia e conoscenza del proprio corpo in un’ottica di ripudio della violenza e di prevenzione degli abusi sessuali.
La composizione multiculturale delle classi ha reso l’implementazione dei laboratori estremamente interessante e stimolante.
Al di là della positiva esperienza dei workshop a Palermo, i risultati e i feedback condivisi dai partner in Francia, Spagna, Cipro e Austria hanno confermato la rilevanza dei temi e delle attività del progetto BODI per la scuola dell’infanzia.
BODI – diversità culturale, corpo, genere e salute nell’educazione dell’infanzia è un progetto di durata biennale co-finanziato dal programma Erasmus+, Azione Chiave 2: Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche – Partenariati Strategici nel settore scolastico.
Il partenariato di BODI si compone di 5 organizzazioni:
- Elan Interculturel (Francia, coordinatore);
- Cyprus Pedagogical Institute (Cipro);
- Kindervilla (Austria);
- La Xixa Teatre (Spagna);
- CESIE (Italia).
Per maggiori informazioni sul progetto BODI visita anche il sito e segui la pagina Facebook!
Se sei interessato/a ricevere i materiali e/o organizzare dei workshop con bambini, genitori o insegnanti contatta Alessandra Cannizzo.









