Pride Month: Oltre la celebrazione, la realtà delle persone LGBTQIA+ in Europa

venerdì 5 Giugno 2026

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Se il Pride Month è un momento per celebrare le comunità LGBTQIA+, è anche importante riflettere sulle realtà che queste persone continuano ad affrontare in Europa e oltre. Nonostante importanti progressi, discriminazione, violenza e disuguaglianze nell’accesso ai diritti e ai servizi restano diffuse – dall’istruzione alla sanità, fino al lavoro, all’abitare, allo sport e al supporto per la salute mentale.

Noi di  CESIE ETS mettiamo l’inclusione al centro del nostro lavoro nei campi dell’educazione, della partecipazione giovanile, delle migrazioni e dello sviluppo di comunità. Attraverso progetti di cooperazione europea, attività formative e iniziative dal basso, promuoviamo attivamente spazi più sicuri ed equi per le persone LGBTQIA+ e per altre comunità a rischio di esclusione.

Questo impegno si riflette, tra le nostre tante iniziative, in quattro progetti chiave che affrontano l’inclusione da prospettive diverse – dalla scuola al lavoro con giovani, dallo sport alle migrazioni – condividendo però lo stesso obiettivo: costruire contesti in cui la diversità sia riconosciuta, rispettata e sostenuta nella vita quotidiana.

Discriminazioni multiple e intersezionali: il caso di persone con background  migratorio e rifugiate LGBTQIA+ / SOGIESC   

Le persone LGBTQIA+ migranti e rifugiate affrontano spesso sfide complesse, segnate da esperienze di discriminazioni multiple e sovrapposte legate sia all'identità di genere e all'orientamento sessuale, sia al background migratorio. In concreto, questo significa fare i conti con servizi impreparati a rispondere ai loro bisogni, o centri di accoglienza non sicuri o inadeguati, dove le persone sono esposte a discriminazione, misgendering o violenza. A questo si aggiungono un accesso limitato al supporto legale informato, e un’applicazione delle tutele per le richieste d’asilo legate a SOGIESC* disomogenea: molte persone vivono con il costante rischio di stigma o violenza nel momento in cui dichiarano la propria identità.

@nclusion risponde a questa realtà lavorando sull’inclusione sociale e il benessere attraverso attività di ricerca, sviluppo delle competenze e approcci basati sulla comunità. Il progetto lancerà nella seconda parte di giugno il Rainbow Buddy Scheme, programma di supporto tra pari per favorire l’accesso ai servizi attivi sul territorio, attraverso relazioni di prossimità.

Abbiamo già pubblicato report nazionalie transnazionali che analizzano gli atteggiamenti del personale che lavora a stretto contatto con persone migranti e comunità LGBTQIA+, evidenziando alcune lacune di competenza rispetto ai bisogni specifici di queste comunità molto ampie.

Dalla consapevolezza all’azione a scuola e sul territorio: competenze per far crescere l'inclusione

La mancanza di consapevolezza, unita alla carenza di strumenti educativi e spazi di confronto adeguati, è spesso alla base delle discriminazioni nei confronti delle comunità LGBTQIA+. Questo è evidente anche nelle scuole, dove docenti e dirigenti scolastici spesso non ricevono una formazione adeguata su questi temi. Rainbow Schools lavora a stretto contatto con insegnanti, dirigenti, genitori e corpo studentesco per contribuire alla creazione di ambienti più sicuri e inclusivi per studenti e studentesse LGBTQIA+.

Al centro del progetto c’è un approccio scolastico globale, che possa generare un cambiamento reale. L’inclusione deve diventare parte della vita quotidiana della scuola – dalle pratiche in classe alle politiche, dalle relazioni al dialogo con la comunità. È questo che permette di passare da buone intenzioni individuali a una cultura condivisa di rispetto e sicurezza per tutte e tutti.

Il 25 giugno 2026, si terrà online il workshop partecipativo Rainbow Lab: strumenti per il dialogo e l’inclusione, dedicato al confronto sull’integrazione delle tematiche LGBTQIA+ a scuola e al contrasto di bullismo, discriminazione ed esclusione.

Al di fuori della scuola, chi lavora con giovani svolge un ruolo fondamentale nel supportare le nuove generazioni nei momenti cruciali della crescita e della costruzione dell’identità. SAFE è un percorso formativo pensato per rafforzare la loro capacità di rispondere ai bisogni delle persone giovani LGBTQIA+ in modo sicuro, informato e inclusivo.

Attraverso strumenti pratici e metodologie inclusive, le persone partecipanti svilupperanno una migliore comprensione dell’educazione sessuale e affettiva e la capacità di applicarla promuovendo benessere, relazioni sane, parità di genere e prevenzione della violenza di genere nei contesti educativi e comunitari.

Il percorso formativo si svolgerà dal 15 al 23 giugno presso Borgo Danilo Dolci, intitolato al suo fondatore Danilo Dolci. La scelta del luogo non è casuale: qui si sperimenta  l’approccio maieutico del suo fondatore, centrato su dialogo, partecipazione e apprendimento collettivo. L’obiettivo del percorso è trasformare la consapevolezza in azione negli spazi giovanili quotidiani.

Lo sport come spazio di crescita, equità e benessere per tutte e tutti

Lo sport è un altro di quei contesti potenti in cui le persone giovani possono trovare un profondo senso di appartenenza, sviluppando cooperazione e benessere, ma può anche riprodurre dinamiche di esclusione e discriminazione. SISTERS lavora con atleti e atlete, allenatori e allenatrici, e organizzazioni sportive per promuovere l’equità per le persone LGBTQIA+ nello sport e affrontare queste barriere.

Recentemente abbiamo pubblicato il borsone sportivo, una risorsa pratica che offre strumenti e attività concrete ad allenatori, allenatrici, atleti e atlete per promuovere ambienti sportivi più inclusivi, affrontando sia le pratiche quotidiane sia le strutture più ampie che influenzano la partecipazione.

Per mettere in pratica questi strumenti, abbiamo organizzato due sessioni di formazione il 13 e il 19 giugno. Sarà un’importante opportunità per approfondire questi temi insieme, attraverso apprendimento e confronto condiviso. Integrando approcci sensibili al genere e all’inclusione LGBTQIA+, SISTERS contribuisce a rendere lo sport uno spazio più sicuro e accogliente per tutte e tutti.

Il nostro impegno oltre il Pride Month: costruire il cambiamento ogni giorno

Il Pride Month ricorda che l’inclusione non riguarda solo il riconoscimento dei diritti, ma si realizza creando le condizioni concrete che permettano ad ogni persona di partecipare pienamente alla vita quotidiana. Attraverso le nostre iniziative, vogliamo dimostrare come ogni ambito possa trasformarsi in uno spazio di cambiamento positivo.

Ciò che unisce tutti i nostri progetti è un approccio condiviso: trasformare la conoscenza in pratica e la pratica in ambienti più inclusivi. Sebbene le sfide restino, queste iniziative dimostrano che spazi più equi e accoglienti per le persone LGBTQIA+ non sono solo necessari, ma già in costruzione attraverso un lavoro collettivo a livello europeo.

*SOGIESC: con questo termine si intende l’acronimo internazionale che racchiude tutte le caratteristiche legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alla sua espressione esterna e ai tratti biologici di una persona.