Operazione Anti-tratta

mercoledì 6 Marzo 2013

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Operazione Anti-trattaSembra essere scomparso, almeno da quanto emerge nelle cronache nostrane e nazionali, il fenomeno della tratta di essere umani. Eppure, come testimonia il rapporto della Caritas Immigrazione di poche settimane fa, una maxi operazione ha portato all’arresto di 55 persone accusate di trasporto illegale di migranti dall’Africa in Italia, tra cui anche il mediatore culturale dell’Ambasciata italiana a Nairobi. Niente! Neanche il più piccolo riferimento nei principali quotidiani, neanche uno striminzito trafiletto, per non parlare dei telegiornali.L’arresto ha portato al sequestro di circa 25 milioni di euro, proveniente dalla contraffazione di documenti, dai proventi dei viaggi e dal vero e proprio commercio di persone. La struttura di questo genere di organizzazione criminaleè di tipo gerarchico, con al vertice personalità di alto livello che offrono copertura ed, al di sotto, le cosiddette “Confraternite”, gruppi violenti di ragazzi che aiutano le “Maman” nella gestione del traffico. Le “Londonie”, invece, rappresentano l’elemento di raccordo, l’anello che permette alle due partidi mettersi in contatto e  si occupano anche della riscossione del denaro guadagnato dalle Maman. Tra di loro e le ragazze si costituisce un legame così forte che spesso è difficile spezzare. Tra l’altro ad intervenire come manovalanza dell’organizzazione, i “Putchers”si comportano come dei veri e propri sicari, impedendo fisicamente a coloro volessero sottrarsi a questo commercio di fuggire. Un traffico solitario, silenzioso, con scambi di “merce umana” pagata in contanti, picchiatori prezzolati e clienti indifferenti” (di Fabio Emilio Torsello dell’Espresso dal sito http://espresso.repubblica.it/dettaglio/prostitute-no-sono-schiave/2200523//1).

L’indifferenza nei confronti di questo fenomeno si evince  dai media ed, in particolare, dal linguaggio da loro utilizzato nel riportare questi fatti, considerato che un uso corretto e non sessista della lingua italiana è il presupposto fondamentale per avviare un percorso culturale di reale parità tra i sessi. Ed è da questa constatazione che nasce e si sviluppa a Palermo il CoordinamentoAntitrattaFavour e Loveth, dal nome delle due ragazze uccise efferatamente nel 2012, assurte a simbolo dell’indifferenza delle istituzioni e dei media nei confronti di questa piaga sociale. Un coordinamento che nasce dalla collaborazione attiva e partecipativa di molte organizzazioni e/o associazioni, tra le quali il CESIE, da sempre impegnato a contrastare il fenomeno della tratta legato allo sfruttamento sessuale.

Per sensibilizzare i media su questo tema e diffondere la consapevolezza di questo fenomeno, sono stati organizzati due sit-in a Palermo: il primo, giorno 17 Gennaio, davanti alla sede del quotidiano La Repubblica, ed il secondo davanti la sede del Giornale di Sicilia, giorno 24 Febbraio.

Durante le manifestazioni, sono state presentate richieste ed osservazioni concernenti la Carta di Palermo, una carta d’intenti prodotta dal Coordinamento, con la quale si chiede che “i media s’impegnano a fare una campagna anti-tratta che denunci i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di schiavitù e sfruttamento, utilizzando unlinguaggio adeguato, non offensivo e lesivo della dignità della donna,  che ne descrivi la reale condizione. Si chiede, inoltre, che nei palinsesti, vengano sottoposti all’attenzione del pubblico programmi che mostrino le identità culturali dei vari popoli presenti nella nostra terra, in modo particolare di quelle culture che rischiano di essere contaminate da stereotipi erronei. Ed infine, che nella società civile si apra un  dialogo costante e proficuo che abbia come obiettivo la costruzione di un percorso di democrazia partecipativa, in cui gli interessati possano esprimere le loro opinioni e critiche (http://www.cissong.org/it/press/eventi/Sensibilizzare-i-media-sul-fenomeno-anti-tratta-a/). Le manifestazioni hanno avuto anche lo scopo di denunciare l’attentato alla vita di Vivian Wiwoloku, pastore della Chiesa metodista, che da anni si batte per la lotta contro lo sfruttamento, la violenza e la tratta.

I due eventi hanno riscosso grande successo e partecipazione, come quella della comunità di San Saverio o delle rappresentanti delle Chiese Evangeliche oppure ancora dei rappresentanti dell’Associazione Pellegrino della terra. I capi redattori dei due quotidiani si sono impegnati a dedicare maggiore cura e attenzione alla formulazione dei titoli degli articoli che riguardano la tratta ed a collaborare con il Coordinamento nelle sue iniziative di lotta.

Un piccolo, ma importante passo avanti è stato fatto!