“La società civile è uno dei modi in cui la nostra natura umana può essere esercitata nella sua pienezza”
Vàclav Havel
Vent’anni dopo l’introduzione del concetto di “cittadinanza dell’Unione Europea” da parte del trattato di Maastricht, sembra che il concetto di cittadinanza europea sia in qualche modo non ancora compreso appieno e davvero sentito. Per questo motivo, la Commissione Europea ha nominato il 2013 l’Anno Europeo dei Cittadini, dedicandolo al ruolo centrale svolto dai cittadini nel determinare il futuro dell’Europa e le sue prospettive.
Particolarmente in un periodo di sconvolgimenti economici e di instabilità su scala mondiale, l’Europa si trova ad affrontare sfide sempre più grandi. Da questo ne consegue una predisposizione delle persone a perdere la fiducia nutrita per l’organizzazione europea, come anche a diventare scettici nei confronti della possibilità di esercitare un potere di influenza reale nelle decisioni dell’UE. Ciò porta inevitabilmente ad una crescente apatia e un minore coinvolgimento ed attivismo nei processi decisionali. Tale tendenza risulta in modo inequivocabile altamente nociva per lo spirito dell’Unione, poiché ne danneggia in maniera significativa la qualità delle decisioni prese, lo sviluppo futuro, così come lo stesso concetto di democrazia quale principio fondamentale e criterio di appartenenza.
La cittadinanza è parte indispensabile dello sviluppo di uno stato, nonché il solo meccanismo che è capace di forgiare una forte identità comune. Se questo prerequisito di cittadinanza attiva ed impegnata viene a mancare, qualunque stato è destinato a subire un imprevedibile declino e deterioramento del suo tessuto politico.
Analizzando la situazione da un punto di vista legale, l’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea (nome formale con cui ci si riferisce al Trattato di Maastricht) ha consacrato i principi di democrazia, di stato di diritto, di uguaglianza e rispetto dei diritti umani come fondamenta dell’Unione Europea. L’articolo è essenziale per rendere i cittadini consapevoli del processo democratico, ma serve anche come meccanismo per suscitare in loro un senso di appartenenza all’UE, soprattutto in periodi di instabilità finanziaria, agitazione sociale e diffusione di un sentimento di apatia. Inoltre, gli articoli 10(3) e 11 del Trattato di Lisbona hanno introdotto misure relative ai principi democratici che prevedono nuovi diritti per la società civile e l’obbligo da parte di tutte le istituzioni e gli organi dell’UE di promuovere la partecipazione democratica e la trasparenza dei processi decisionali. Sfortunatamente, la società civile risulta essere ancora in parte ignara di queste possibilità, in parte non sufficientemente interessata per poter godere appieno dei propri diritti, poiché non ne riconosce il valore.
Di conseguenza, l’obiettivo principale dell’Anno Europeo dei Cittadini è la promozione della cittadinanza attiva e partecipatoria in termini di “Partecipazione alla società civile, alla comunità e/o alla vita politica, caratterizzata dal rispetto reciproco e la non violenza, e nel rispetto dei diritti umani e della democrazia” (Hoskins and Kerr).
Per assicurarsene il successo, sarebbe necessario rendere consapevoli i cittadini non soltanto dei loro diritti, ma anche dei loro obblighi politici. Questi obiettivi rappresentano senza alcun dubbio la premessa per la creazione di un’Unione più forte e politicamente coesa, in cui i cittadini esercitino i loro diritti democratici di frequente e si sentano parte integrante di questo grandioso progetto, potendo così realizzare la strategia Europa 2020. Quest’ultima punterà a rafforzare ulteriormente il sentimento di appartenenza all’UE, in modo da avvicinare le persone dei diversi stati membri dell’Unione per renderle consce delle loro somiglianze esplicite.
Il 2013 è incentrato anche sull’adozione di un approccio dal basso nel processo legislativo, in modo che le politiche possano riflettere gli interessi ed i bisogni dei cittadini nei temi di stato di diritto, uguaglianza, trasparenza, solidarietà, pace e rispetto dei diritti umani. Il conseguimento di anche soltanto metà di questi obiettivi nell’Anno Europeo dei Cittadini renderebbe l’Unione Europea più forte che mai, e di conseguenza il futuro del suo grandioso progetto sembrerebbe finalmente più luminoso, con una reale prospettiva di miglioramento della qualità di vita dei cittadini.
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