sCAN: Sfide e risultati del 4°esercizio di monitoraggio in base al Codice di Condotta sottoscritto da Commissione Europea e piattaforme IT

Contrastare i discorsi di incitamento all’odio su internet attraverso azioni di monitoraggio, analisi, formazione, diffusione e azoni di advocacy. È questo uni dei principali obiettivi del progetto SCAN che, attraverso il monitoraggio dei discorsi di incitamento all’odio in rete, prende attivamente parte alle  iniziative che la Commissione Europea ha attivato attraverso il Codice di Condotta per Lottare Contro le Forme Illegali di Incitamento all’Odio Online.

Lanciato nel 2016 insieme alle maggiori quattro piattaforme IT – Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube (a cui si sono aggiunte Instagram e Google+ nel 2018) – il Codice di Condotta vuole inviare un segnale concreto relativo al contrasto dei discorsi di odio, per creare un ambiente più sicuro in rete, dove gli utenti possono condividere i propri pensieri senza la paura di dover fronteggiare insulti su base razzista, sessista,ecc.

Per di più, inviando una risposta chiara ed immediata alle segnalazioni di discorsi di incitamento all’odio, come la rimozione dei commenti entro un determinato lasso di tempo e l’avviso agli utenti che hanno pubblicato parole riconducibili alla categoria hatespeech illegale,si lancia un messaggio chiaro agli utenti: la libertà di opinione non è più tale quando sfocia nell’istigazione all’odio.

Partendo da queste premesse il CESIE ha preso parte al 4° esercizio di monitoraggio della Commissione sull’ottemperanza delle piattaforme IT alle regole stabilite dal Codice di Condotta sopra nominato.


Figure 1: Numero di segnalazioni effettuate dal CESIE

Source: CESIE

 

I risultati del monitoraggio sono stati pubblicati dalla Commissione Europea il 4 febbraio, nel documento Countering illegal hate speech online – EU Code of Conduct ensures swift response.

In generale, rispetto al lancio del Codice di Condotta nel 2016, si è rilevata una maggiore sensibilità e immediatezza nel gestire la rimozione di contenuti di hatespeech illegali da parte delle piattaforme e social network coinvolti.

Durante il periodo di 6 settimane previsto per il monitoraggio – dal 5 November al 14 Dicembre 2018 – il CESIE ha rilevato i seguenti risultati:

  • la piattaforma che ha risposto in maniera più efficiente è stata Facebook con una percentuale di rimozione dei commenti di hatespeech illegale del 65% entro le 24 ore;
  • Facebook è stata inoltre la piattaforma con una percentuale maggiore di notifiche agli utenti che hanno inviatouna segnalazione: gli utenti sono stati informati sia nel caso che il post segnalato era stato rimosso, sia nel caso i cui non era riconducibile alla categoria hatespeech illegale;
  • su Facebook è stata notata una incongruenza nella rimozione di contenuti simili postati dallo stesso utente in due gruppi diversi: la rimozione è avvenuta solo nei confronti di un post, lasciando spazio a interrogativi sul grado di discrezionalità di chi rimuove i contenuti, anche se si presume che questo dovrebbe dipendere dalla gravità del discorso di odio condiviso;
  • Instagram ha rimosso circa il 78% dei casi segnalati, nonostante non abbia notificato gli utenti sulle azioni intraprese nei confronti della segnalazione ricevuta;
  • allo stesso modo, YouTube ha rimosso il 70% dei casi segnalati, nonostante non inviasse notifiche agli utenti sulle azioni intraprese;
  • Twitter è stata la piattaforma che ha risposto in maniera meno efficace alle segnalazioni: solamente il 15% dei contenuti segnalati è stata rimossa, con pochi casi notificati agli utenti.

Source: CESIE

 

Figure 3: tasso di rimozione dei contenuti segnalati delle piattaforme

Source: CESIE

Per quanto riguarda la tipologia di odio, si è notato una maggiore incidenza di discorsi di odio basati su genere e sulla xenofobia (incluso l’odio contro i migranti).

 

Figure 4: Tipologia di odio segnalato alle piattaforme

 

Source: CESIE

Dall’analisi dei dati ricevuti da questo 4° esercizio di monitoraggio, nonostante persista un importante margine di miglioramento, si è notata rispetto agli anni precedenti una maggiore tempestività nel rispondere alle segnalazioni di hatespeech da parte delle piattaforme.

Il fatto che siano stati attivati dei meccanismi di monitoraggio da parte della Commissione Europea insieme agli Stati Membri, le ONG, le organizzazioni di società civile e le piattaforme social, è un segnale importante Tutti gli attori sopramenzionati devono lavorare insieme su un unico fronte: evitare che la disponibilità di uno spazio comune a tutti sul web si trasformi in un luogo incontrollato per la condivisione e l’istigazione alla violenza e all’odio.

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