Qualche mese fa l’aereo Roma-Palermo è atterrato all’aeroporto Falcone-Borsellino. Dopo una grande preparazione, procedure per l’ottenimento del visto e un incredibile lungo viaggio, sono finalmente arrivata a Palermo.
Prima di iniziare il lavoro, abbiamo avuto qualche giorno libero a disposizione ed è stato il momento per capire dove eravamo e per prepararci a questa nuova esperienza in questo posto così bello.
Scooters che passano affianco ai pedoni in stradine strette, venditori ambulanti, mare misterioso, pile di frutti maturi a Ballarò, fiori incredibili e vestiti appesi ai balconi. Quello che mi ha veramente stupito però sono i rumori: ronzii, le sirene e quella singolare cadenza siciliana si mescolano e si contorcono in un ritmo cantilenante, diventando così la colonna sonora della mia vita italiana.
Ma preferisco spiegare tutto passo dopo passo. Il nostro primo giorno di lavoro è cominciato dalla formazione d’arrivo per tutta la “grande famiglia” dei volontari: escursioni per il centro, visita al CESIE, conoscenza di nuove persone con cui avrei lavorato nei prossimi 9 mesi.
Durante il mio SVE, ho lavorato presso la sede del CESIE. Già dai primi giorni sono stata coinvolta nella scrittura di progetti, nella preparazione di formulari per partenariati strategici, e nell’organizzazione del mio primo meeting, che più tardi è diventata una delle mie specialità, come mi hanno fatto notare le college dell’open space.J
Oltre alla scrittura di progetti, ho compiuto una serie di task collegate ai diversi aspetti di un progetto come l’implementazione, la logistica e l’organizzazione delle diverse attività di cui è composto. Dalla scrittura al disegno, dalla danza alla fotografia, dal report al networking database, dalla logistica dei trasporti fino alla creazione di giochi e attività…. Qui sono stata coinvolta in una così gran quantità di cose che il mio SVE sembra essere durato 9 anni non 9 mesi.
Ma I giorni del mio SVE non si sono solo limitati al lavoro in ufficio. Posso ricordare che a Maggio ho fatto un fantastico viaggio a Napoli per un corso di formazione: volontari da tutta Italia, il programma del corso molto interessante e ovviamente la meravigliosa città di Napoli, un paradiso per i fotografi. L’atmosfera unica della città, la gustosa “Margherita” che non avevo mai mangiato prima e la calda e trasparente pioggia.. hanno lasciato un segno indimenticabile nelle memorie del mio diario italiano.
Ogni momento è stato pieno di dolci impressioni ed è sembrato come un caleidoscopio colorato di belli ed indimenticabili istanti: lavorare in team nell’organizzazione di corsi di formazione a Baida, prendere parte all’evento sportive “Mediterraneo Antirazzista”, celebrare il mio compleanno a Barcellona valutazione intermedia del training a Nicolosi vicino a Catania, vacanze…..
Ora, dopo 7 mesi qui guardando indietro, posso dare una decisa risposta alla domanda: “Perché consiglieresti di fare lo SVE ad altre persone? In realtà non consiglio lo SVE, ma lo raccomando fortemente. È una fantastica ed inestimabile esperienza. Lo SVE non è solo vivere in un altro paese per un prolungato periodo di tempo, ma significa conoscere veramente il paese, la sua lingua come non è possibile fare a casa, e soprattutto significa fare qualcosa di utile e di veramente importante. È un’opportunità per vedere e provare un’altra vita, una grande chance di cambiare, facendo del tuo meglio.









