L’espressione “ambiente multiculturale” può apparire ricercata, a volte anche forzata, eppure al CESIE il processo di apprendimento avviene in modo naturale proprio grazie a questa particolare atmosfera. Nel nostro settore gli aggettivi multi- e inter-culturale sono da tempo divenuti dei cliché, ma non al CESIE. Multiculturale è l’aggettivo più adatto a descrivere lo spirito e le intenzioni che animano l’organizzazione.
Il mio nome è Boyka, sono un operatore giovanile che lavora in Grecia. Per 6 mesi sono stata accolta nella squadra del CESIE attraverso il programma Gioventù in Azione (Azione 4.3 – Formazione e messa in rete degli operatori con i giovani), nell’ambito di uno scambio previsto dal progetto NEA PRAGMATA – Learning from the Bigger Brother (NP-LBB).
Νέα Πράγματα (nea pragmata) in greco significa ‘cose nuove’. L’idea del progetto era quella di promuovere la trasmissione delle conoscenze e dell’esperienza dell’organizzazione ospitante nel campo dello youth work, dell’ideazione e dell’implementazione di progetti ecc. Io e la mia organizzazione di invio abbiamo elaborato insieme questo concetto, poiché crediamo che apprendere cose nuove sia una componente essenziale per la crescita personale e professionale non solo dell’individuo, ma soprattutto degli operatori giovanili che hanno bisogno di andare alla scoperta di metodi e strumenti sempre nuovi che gli consentano di occuparsi al meglio dei giovani. Ecco che è stato facile e naturale trovare un nome al progetto. Quando ho cominciato a ragionare su e a compilare il formulario, ho cercato di arricchire il più possibile il mio programma lavorativo. Non credevo, infatti, che il mio progetto sarebbe stato uno dei pochi approvati dall’agenzia EACEA. Io e la mia organizzazione siamo riusciti a presentare la nostra proposta all’inizio di settembre del 2013. Abbiamo atteso a lungo. Quando i risultati sono stati pubblicati nel gennaio di quest’anno, non riuscivo a credere ai miei occhi: quei 6 meravigliosi mesi erano una realtà pronta ad essere vissuta.
Ed è così che ho cominciato a tenere un diario virtuale – il blog Nea Pragmata LBB: www.neapragmatalbb.wordpress.com.
La sensazione di essere costantemente appoggiati
Ancor prima di arrivare a Palermo, ho potuto sentire l’appoggio e le dinamiche della squadra del CESIE. Hanno sempre risposto alle mie domande. Mi hanno aiutato, poi, a trovare un appartamento carino in cui andare a vivere, ad aprire un conto in banca e ad iscrivermi – quasi subito – ad un corso di italiano. Ricordo tutti questi dettagli, perché mi hanno permesso di non sentirmi mai sola, nonostante fossi lontana da casa. Tutto questo ha costituito la base del mio processo di apprendimento. Sapevo che avrei potuto lavorare, imparare e studiare tutto quello che c’è da sapere sullo youth work piena di energia ed entusiasmo.
In questa squadra di professionisti internazionali e dinamici, il concetto di responsabilità agisce sia da motivazione sia da ricompensa. Sono stata coinvolta nella fase di scrittura di un progetto per uno dei nuovi programmi europei: si trattava del primo tentativo. Compito difficile che mi ha spinta ad impegnarmi ancora di più. I risultati non sono ancora stati pubblicati, ma so che, comunque vada, questo incarico e l’intera fase di sviluppo sono stati molto importanti per la mia crescita, sia come project manager, sia come persona (per maggiori dettagli, visitare: http://neapragmatalbb.wordpress.com/2014/06/27/week-12-letter-from-the-office-aka-epistula-ex-villa/). Nonostante abbia dovuto affrontare molte sfide per la prima volta, i miei sforzi sono stati appoggiati ed arricchiti dai miei nuovi colleghi: una compagnia vivace di persone colte, ma soprattutto generose. A quel punto ho capito che imparare tutto quello per cui ero venuta qui era davvero possibile. In breve, questi sei mesi hanno contribuito in maniera essenziale alla mia crescita professionale. Ho fatto tutto ciò che avevo programmato e che avevo promesso nella proposta progettuale. Forse anche di più!
Arrivederci, Palermo; CESIE, lavoreremo presto insieme!









