Cosa possiamo apprendere dall’Olanda sull’Educazione sessuale ed affettiva a scuola?

lunedì 28 Novembre 2022

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Lo scorso novembre il CESIE è andato ad Amsterdam per un viaggio-studio internazionale, all’interno del progetto ISEX. Insieme a docenti ed educatorз dai 4 paesi partner, abbiamo condiviso le rispettive esperienze e per conoscere nuove realtà riguardo l’educazione sessuale e affettiva dellз studenti europeз.

Ricordiamo l’intenso viaggio che ci ha portato ad Amsterdam tra il 14 e il 17 novembre, insieme a Vitalba Valenti, Licia Chianello e Rossella La China, docenti delle scuole Educandato Maria Adelaide, Liceo Einstein e Basile di Palermo. Sono impegnate da mesi nel progetto ISEX per portare un’educazione sessuale ed affettiva di qualità nelle loro classi e in generale a scuola.

Il modo di procedere è stato diviso in diverse tappe.

Rompere il giacchio

Guidate dalle nostre partner olandesi dell’associazione In Touch, abbiamo iniziato con un benvenuto in stile ISEX, ossia con la creazione del nostro safe-space personale per creare da subito un’atmosfera accogliente nella quale sentirsi a proprio agio.

“Empatia, curiosità, ascoltare senza giudicare, buon umore, pazienza, apertura, sentirsi inclusз, crescere, senza vergogna, divertirsi, comunicazione, sognare, speranza…”

Questi sono alcuni degli elementi che abbiamo deciso di costruire insieme.

Navighiamo nello stesso mare…

Dalla condivisione e analisi dei vari sistemi educativi, pratiche di educazione sessuale ed affettiva e costrutti sociali e culturali condizionanti di ogni paese (Grecia, Italia, Ungheria e Olanda), è emerso che:

In Italia, l’educazione sessuale nelle scuole continua a mancare. Da una parte, non c’è obbligatorietà nelle scuole, per cui la possibilità (e responsabilità) di affrontare questi argomenti in classe ricade sullз presidi. D’all’altra parte, quando si fa, ci si limita ad un approccio “estensivo” focalizzato, cioè solo su aspetti biologici e medici (metodi contracettivi, malattie sessuali trasmissibili, etc.).

Nonostante ciò, le docenti testimoniano che lз adolescenti sono estremamente interessati ad allargare il discorso, e si scontrano spesso con paure, imbarazzo e reticenze da parte dellз loro educatorз – “non sappiamo da dove iniziare!” dicono loro.

In questa discussione però non ci siamo sentite sole: è emerso chiaramente che il contesto italiano non è molto diverso da quello vissuto in Grecia ed Ungheria.

Al contrario, in Olanda, come ci spiegava Saskia Racz – antropologa specializzata in educazione sessuale – dal 2012 è obbligatorio includere nel curriculum scolastico le materie di educazione sessuale e affettiva. Molte associazioni esterne intervengono strutturalmente al fianco dellз docenti, applicano metodologie non-formali e partecipative, e facilitano la diffusione di un approccio positivo verso la sessualità, che non è un tema taboo.

Qual è dunque il nostro ruolo come Sex Educator?

Partendo da questa analisi di sfide e ostacoli, e passando in rassegna le nostre esigenze, bisogni e risorse disponibili, sono uscite tante riflessioni e domande per rispondere a questa fatidica domanda:

“Abbiamo il compito di rompere il taboo e aprire la vaso di Pandora, e allo stesso tempo far sentire lз studenti accettatз, compresз, liberз di esprimersi, e non giudicatз”

Dalla nostra abbiamo una mentalità aperta e proattiva, e la predisposizione ad accompagnare lз studentз nel loro percorso di sviluppo personale, life-skills incluse.”

Siamo in un momento storico in cui ci sono tanti movimenti sociali liberatori e rivelatori sulle questioni di identità di genere, orientamento sessuale, violenza di genere, etc. che contribuiscono a sensibilizzare le giovani generazioni a prescindere da quello che facciamo a scuola.”

“Abbiamo però bisogno di creare più spazi di ascolto con lз studenti, per costruire fiducia e favorire il dialogo; del sostegno e la collaborazione delle direzioni scolastiche per poter effettivamente implementare un curriculum di Sex Ed.; abbiamo bisogno di tempo per farlo in orario curriculare; e infine di formarci, sia sul contenuto teorico che sul come affrontarlo in classe.”

Urban Sex-Education

Cosa ci può suggerire una città come Amsterdam in materia di educazione sessuale e affettiva? Abbiamo dedicato un pomeriggio ad un’attività di “Urban Sex Education”, per scoprire la città in modo divertente e consapevole, facendoci ispirare nella visita dal curriculum di educazione sessuale di ISEX.

In questo esercizio partecipativo abbiamo formato piccoli gruppi e scelto tra una di queste tematiche:

  • Corpo
  • Sentimenti ed emozioni
  • Consenso e confini
  • Relazioni
  • Sesso, genere, identità sessuale.
  • Sesso e cultura

Ogni gruppo si è avventurato per la città alla ricerca di elementi “legati” a vario titolo all’argomento scelto. Ogni oggetto, posto ed azione riguardante il tema d’interesse si doveva materializzare in varie forme: avendo interazioni con altre persone, superando i propri limiti, e scrivendo quello che si è osservato. Tutti i gruppi si sono poi riuniti per condividere le proprie esperienze, indovinando il tema scelto e il nesso partendo dai materiali.

Visita al Hyperion Lyceum

Infine, siamo andati a curiosare in una delle scuole del progetto, l’Hyperion Lyceum, situata nella zona nord di Amsterdam. Merel can den Ancker, in qualità di educatrice, ci ha accompagnato in una visita guidata e raccontato come funziona il sistema educativo olandese.

Particolarmente, sorprendente ai nostri occhi le tante aree aggregative per studenti, così come le figure dellз animatorз giovanilз che lavorano a stretto contatto con lз studenti.

Come sempre, torniamo a casa con un senso di entusiasmo e motivazione per quello che abbiamo vissuto, ma soprattutto per quello che verrà!

Vuoi saperne di più sulle attività che realizziamo nelle scuole di Palermo? Scrivici! Contatta justice@cesie.org.

A proposito di ISEX

ISEX! – Un nuovo approccio all’educazione Sessuale ed Affettiva per giovani è un progetto cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea nell’ambito della KA2 – Cooperation for innovation and the exchange of good practices, Strategic Partnerships for school education.

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