“Detesto la discriminazione razziale in tutte le sue manifestazioni. L’ho combattuta per tutta la mia vita; la combatto adesso, e continuerò a farlo fino alla fine dei miei giorni.”
Nelson Mandela
L’Ufficio dell’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani, ha scelto come tema della Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale di quest’anno: il ruolo dei leader nella lotta al razzismo e alla discriminazione razziale.
La Dichiarazione e Il Programma d’Azione Durban 2001 sottolineano “il ruolo chiave che i leader e i partiti politici possono e devono avere nella lotta al razzismo, alla discriminazione razziale, alla xenofobia e relative intolleranze” e “incoraggiano i partiti politici a compiere dei passi significativi per promuovere la solidarietà, la tolleranza e il rispetto.”
Per questa ragione, la prossima Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale assume un significato particolare e costituisce un’occasione fondamentale per interrogarci sul modo in cui la politica tenta di rispondere alle domande di una società in rapida evoluzione.
Viviamo in un’era in cui le interazioni fra persone di origine diversa sono divenute quotidiane, per cui è necessario incentivare delle strategie comuni che permettano di combattere tutte le contemporanee forme di razzismo.
Discriminare l’altro significa condannarlo a povertà, sottosviluppo, marginalizzazione, esclusione sociale e diseguaglianza economica. Le Nazioni Unite hanno più volte indicato nell’azione illuminata di alcuni leader politici la carica necessaria ad innescare un autentico processo di cambiamento che contribuisca ad eliminare ogni forma di discriminazione all’interno della società.
Le differenze scritte sui nostri corpi e nelle nostre storie non possono e non devono mai costituire la giustificazione di qualunque atteggiamento razzista, frutto, in realtà, di una cultura della sopraffazione.
Purtroppo, a causa del persistere della crisi economica e finanziaria, molti leitmotiv cari all’estrema destra populista e xenofoba sono tornati alla ribalta, innescando un vero e proprio corto circuito politico e linguistico, contribuendo ad alimentare un clima di diffidenza e paura, in contrasto con i principi di rispetto e tolleranza.
A pochi mesi dalle elezioni europee appare quindi sempre più necessaria la campagna I vote for diversity lanciata dall’ENAR (European Network Against Racism – Rete Europea contro il Razzismo). La campagna è stata concepita al fine di incoraggiare i cittadini europei a votare contro la discriminazione razziale, per un parlamento europeo più rispettoso delle minoranze che si batta per l’uguaglianza di tutti i cittadini europei.
Le richieste avanzate nel documento di I vote for diversity ai futuri membri del Parlamento Europeo sono sette: combattere tutte le forme di razzismo, misurare il livello di uguaglianza sociale, combattere contro la violenza razzista, promuovere uguaglianza e rispetto nel mondo del lavoro, reagire contro l’inserimento di elementi razzisti nel discorso politico, includere minoranze e migranti nel processo decisionale, istituire un intergruppo sull’antirazzismo e la diversità.
Sempre in occasione della Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, verrà presentato a Torino il rapporto ombra dell’ENAR per l’anno 2012-2013. Quest’anno i report nazionali e il report comunitario sono riservati ad un’analisi di fenomeni discriminatori e razzisti nel mercato del lavoro europeo.
Leggendo i documenti già pubblicati sul sito dell’ENAR si constata che la crisi economica e finanziaria ed i mancati investimenti in campo sociale hanno portato ad un aumento del dislivello occupazionale fra migranti, minoranze etniche e religiose e la maggioranza della popolazione negli Stati Membri. Inoltre persistono difficoltà e svantaggi nell’accesso al mercato del lavoro per persone provenienti da un background migratorio. Una situazione simile è stata riscontrata dal rapporto nazionale redatto dagli esperti indipendenti italiani che verrà presentato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) nella stessa occasione. Particolarmente critica rimane la condizione dei cittadini Rom e Sinti, dei musulmani, dei rifugiati e dei richiedenti asilo.
I futuri leader politici europei sapranno imporre un cambiamento positivo? In attesa di poter fornire una risposta affermativa a questo quesito, dovremmo piuttosto chiederci qual è il nostro contributo quotidiano per la lotta nella discriminazione razziale.
Il CESIE ha dato e continua a dare il suo contributo alla lotta contro la discriminazione attraverso numerosi progetti, fra i quali:
ALCE – Appetite for Learning Comes with Eating, volto a sviluppare il dialogo interculturale ed intergenerazionale attraverso la condivisione di ricette tipiche di diversi contesti culturali.
Feel it! – Feel the difference,il cui obiettivo era quello di costruire un ponte tra le comunità locali e migranti, educandole alla tolleranza e al rispetto reciproco.
Platform for Voice – con questo progetto, il CESIE contribuirà a dare una voce a chi non ne ha. Nel corso dei quattro forum che saranno organizzati dal CESIE e i suoi partner, le comunità di immigrati di Palermo, Londra, Amsterdam e Salonicco, formuleranno dei messaggi sugli aspetti positivi dell’immigrazione da diffondere tra la società, in previsione della retorica razzista anti-immigrati da parte dei partiti politici durante la corsa alle elezioni europee di quest’anno (22-25 maggio 2014). Il forum di Palermo si terrà giorno 4 aprile 2014.
Unisciti a noi il 21 Marzo nel celebrare la Giornata Mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 2142/XXI del 1966, essa ha come scopo attirare l’attenzione della comunità internazionale e incoraggiare i governi a promuovere delle azioni concrete per combattere la discriminazione razziale.
Perché proprio il 21 marzo? Perché in quello stesso giorno del 1960, le forze di sicurezza sudafricane aprirono il fuoco e uccisero 69 degli oltre 5000 manifestanti, convenuti di fronte alla stazione di polizia per protestare contro l’inasprirsi delle pass laws che regolavano il regime di apartheid.
Per saperne di più:
- www.un.org/en/events/racialdiscriminationday/index.shtml
- www.un.org/WCAR/
- www.enar-eu.org/
- www.unar.it/unar/portal/?lang=it
Siti web dei progetti:









