Violazione dei diritti dei migranti e rifugiati: Prima sessione del Tribunale Permanente dei Popoli

martedì 19 Dicembre 2017

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Il 18 dicembre 2017, in occasione della ricorrenza della data di approvazione da parte delle Nazioni Unite della Convenzione per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e della loro famiglie (18 dicembre 1990), si è aperta a Palermo la prima sessione del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) dedicata alla violazione del diritto di migranti e dei rifugiati.

Il tribunale internazionale di opinione ha accolto la richiesta – formulata a Barcellona nel luglio scorso dal Transnational Institute di Amsterdam, dal Transnational Migrant Platform-Europe e da una vasta rete di associazioni e di organizzazioni non governative – di esaminare se le politiche e le prassi adottate dall’Unione Europea e dai suoi Stati membri, a cominciare dall’Italia, costituiscano violazione del diritto dei popoli e delle persone migranti e rifugiate. Si tratta di crimini e responsabilità complesse ma dimostrabili: in questa occasione testimoni diretti ed esperti sono stati chiamati a presentare le loro analisi e prove alla giuria internazionale convocata dal Tribunale con testimonianze, tra gli altri, a cura di Sea-Watch, MEDU, Borderline Sicilia, Baobab Experience e LasciateCIEntrare.

II Tribunale permanente dei popoli è un processo d’opinione: tre giorni di discussioni, testimonianze e denunce che termineranno in un atto di accusa contro governo italiano e Ue per le violazioni non solo dei diritti umani, ma anche delle nostre leggi interne e della Costituzione.

La giuria internazionale della sessione del Tribunale è composta da:

  • Franco Ippolito, magistrato e Presidente del TPP;
  • Philippe Texier, magistrato francese e vicepresidente del TPP;
  • Carlos Beristain, medico e psicologo spagnolo, esperto di diritti umani e politiche di memoria;
  • Donatella Di Cesare, filosofa, docente all’Università la Sapienza di Roma e alla Normale di Pisa;
  • Luciana Castellina, politica, giornalista e scrittrice;
  • Francesco Martone, esperto in relazioni internazionali, pacifismo e diritti umani;
  • Luis Moita, professore di teoria delle relazioni internazionali – Università Autonoma di Lisbona.

Il Tribunale Permanente dei Popoli è una istituzione fondata nel 1979 da Lelio Basso, come strumento di visibilità e presa di parola dei popoli vittime di violazioni dei diritti fondamentali enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli (Algeri, 1976).

Avvalendosi di esperti da tutto il mondo, il Tribunale esamina cause e modalità delle violazioni e denuncia all’opinione pubblica mondiale i loro autori, intervenendo laddove “le legislazioni nazionali ed internazionali non difendono il diritto dei popoli”.

La sentenza sarà pronunciata mercoledì 20 dicembre dalla Giuria del Tribunale presso il Plesso Didattico Bernardo Albanese. Saranno giudicati i recenti patti siglati senza passaggio parlamentare con il Niger, con il Sudan di Al Bashir – capo politico-militare, ricercato per crimini contro l’umanità – e con la Libia, ispirati a quelli di mero blocco delle frontiere siglati tra Turchia e Unione Europea.

La seconda sessione si terrà a Parigi il 4 e 5 gennaio 2018 e avrà ad oggetto le frontiere interne dell’Unione europea, con le connesse politiche e prassi di chiusura dei vari Stati membri.

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