Training course “Multimedia for Inclusion”: l’esperienza di Arianna

mercoledì 11 Maggio 2016

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Training-course-Multimedia-for-Inclusion-webDurante il training course “Multimedia for Inclusion” organizzato dall’organizzazione “Vi Pratar Ryskaho” ho  avuto l’opportunità di fare tanto, ma in particolare, mi vengono in mente tre esperienze che ritengo tra le più significative.

Anzitutto ho avuto l’opportunità di conoscere nuove persone, penso che di solito sottovalutiamo il valore che ha questo per la nostra crescita personale. Infatti, quando si conoscono persone nuove, sopratutto di altri paesi, si riesce a parlare di temi che magari nel solito gruppo di amici non si affrontano. Inoltre, quando incontri persone straniere, riesci a capire e a conoscere meglio il loro paese di origine. È come viaggiare senza spostarsi, perché ti raccontano eventi che vanno oltre le informazioni dei telegiornali o fatti che possono contraddire preconcetti e stereotipi che si possono avere di un paese.

Un’altra esperienza che mi ha arricchita è stata l’avvicinamento all’educazione non formale. Il corso si presentava come un’esperienza per imparare strumenti multimediali come Adobe Photoshop o Premiere, ma invece di insegnare queste competenze in una tradizionale classe con lezioni e compiti, si è proposto un progetto con un video finale. Per completare il lavoro, ognuno ha scelto i suoi compiti in base a quello che gli interessava di più o a quello che si voleva apprendere. C’era chi era più interessato a girare le riprese e chi invece voleva recitare o essere intervistato. Questo stesso principio dell’educazione non formale si può applicare all’apprendimento dell’inglese. Essendo la lingua principale di comunicazione, ci sono state tutte le opportunità per praticarlo e impararlo in un modo dinamico e personale.

In ultimo, la cosa che ha attirato di più la mia attenzione riguardo questo training course è stato il fatto che si svolgeva in Svezia,  ma soprattutto a Visby, una piccola città che in realtà è il centro più popolato di Gotland,  un’isola al sud di Stoccolma.  È stata un’opportunità per vedere un posto veramente diverso. Visby è una città medievale, con casette colorate, molto ordinata, piena di biciclette, tranquilla e circondata da una bellissima natura. Stare lì per una settimana e visitare il centro quotidianamente o semplicemente girare la zona e i locali, trasforma una visita all’estero in qualcosa oltre il turismo tradizionale.

Infine, questo training course mi ha permesso di acquisire competenze tecniche di valore con una didattica al di fuori delle tradizionali linee dell’educazione.

Dawda racconta la sua esperienza di volontariato al CESIE

Dawda racconta la sua esperienza di volontariato al CESIE

“Consiglio a tutti di fare un’esperienza di volontariato perché è importante aiutare gli altri, perché non sappiamo cosa ci succederà domani e il bene che diamo oggi, in futuro ci tornerà indietro.” Dawda racconta la sua esperienza al CESIE.

La mia esperienza di volontariato al CESIE

La mia esperienza di volontariato al CESIE

“Grazie al progetto, ho imparato nuove parole in Italiano e altre competenze trasversali come il lavoro di squadra, la creatività o la gestione del tempo ed il rispetto per tutti.” Junior parla della sua esperienza ESC.

Un’esperienza di volontariato

Un’esperienza di volontariato

“Sono molto soddisfatto della mia esperienza perché ho avuto opportunità di conoscere nuove persone e sviluppare competenze personali e professionali.” Scopri l’esperienza ESC di Hassan.

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