“Refugee Light” mi ha ispirato: l’esperienza di Mustapha

sabato 14 Marzo 2020

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Molto spesso la vita ci manda una esperienza che ci guiderà per le scelte del nostro futuro. Questo è accaduto a me grazie ad un viaggio in Francia per prendere parte a un progetto di Erasmus+, chiamato “Refugee Light” dove il CESIE era l’organizzare di invio dalla Italia.

Qualche giorno prima che partissi, avevo incontrato delle persone che sono state in Francia per avere qualche consiglio; sembravo matto, ma in realtà ero tanto nervoso non sapendo quello che mi aspettava in Francia, le persone che avrei incontrato e come sarebbe stato il viaggio. Inoltre temevo il freddo; ovviamente per noi Africani il freddo non è il nostro amico! Mi era stato detto che il freddo in Francia non è come quello qui in Sicilia, e sentendo questo mi sono comprato un giubbotto di cotone per coprirmi. Il giorno prima di partire ho fatto tutta la valigia senza dimenticare niente e quella sera non sono riuscito a dormire per l’ansia, dovendo anche partire alle 4 di mattina per l’aeroporto di Palermo.

Il progetto riguardava lo studio del fenomeno migratorio e i rifugiati di tutto il mondo, nello specifico quelli Palestinesi. La situazione Palestinese è una cosa quasi nascosta per noi Africani, ne sappiamo poco di questo fenomeno, come loro conoscono poco la migrazione africana. La mia presenza quindi in questo progetto è stato un valore aggiunto sia per i Palestinesi che per gli Europei.

Eravamo persone da diversi paesi come Francia, Belgio, Grecia, Italia e Palestina. Vorrei condividere la mia esperienza perché mi ha fatto crescere mentalmente, ha allargato la mia conoscenza, mi ha fatto incontrare tante persone, mi ha ispirato, mi ha fatto credere che ogni giovane ha un ruolo molto importante da svolgere nella sua comunità. Molto spesso i giovani temono di allontanarsi, ed è normale avere la paura, ma non bisogna farsi guidare dalla paura, perché fa bene da giovane fare tanta esperienza, cadere e imparare dalle. Come consiglio dico ai giovani come me di fare un percorso pieno di esperienze perché quello sarà la cosa che non dimenticherai mai, quello sarà la cosa che ti arricchirà per trovare il vero percorso della tua vita, quello sarà la cosa che racconterai ai tuoi figli. Questo è quello che io ho fatto.

Mi sono avvicinato alle culture di altre persone proveniente dall’altra parte del mondo e ho avuto la possibilità di confrontarmi con loro. Ho anche riempito il mio bagaglio con le loro culture, abbiamo fatto una cena in cui ogni paese doveva presentare un tipico cibo del suo paese spiegando come e quando si mangiano quei cibi. Immaginate come sia stata quella cena; mi piacerebbe raccontarvela però vorrei che la faceste voi una esperienza così!

Insieme agli altri partecipanti abbiamo riflettuto sui problemi quotidiani delle nostre società, come possiamo intervenire, qual è il nostro ruolo come giovani. Abbiamo discusso del cambiamento climatico, della violenza sessuale, dei diritti degli uomini e tanto altro. Per me questo è stato un momento indimenticabile, e avere una possibilità come questa è molto raro e non lo potete avere se non avete lo spirito di mettervi in gioco, di spostarvi, di partecipare a scambi culturali come questo.

Condivido la mia esperienza perché sento quasi la mia responsabilità di farlo, perché non serve la cultura se non la condividiamo. I progetti di scambi giovanile possono essere una occasione per migliorare o imparare anche le lingue straniere (in Francia io non ho fatto altro che parlare in francese e così l’ho anche migliorato!).

Al mio ritorno a Palermo la prima cosa che ho pensato è che sarebbe bello fare un progetto simile qui a Palermo, penso che io stesso potrei anche coinvolgere altre persone! Non vedo l’ora di fare un’altra esperienza simile perché sono stato molto ispirato, e invito davvero a provarci.

Concludo ringraziando il CESIE per avermi dato la possibilità di fare questa esperienza.

Mustapha Jarjou

Youth Exchange participant within the project “Refugee Light”

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