No One Is Out: Marjorie affronta la sua prima avventura all’estero

28 Giugno 2019Esperienze

Dopo aver studiato per tre anni all’università e conseguito la laurea in Scienze dell’educazione, ho deciso di prendere un anno sabbatico per recarmi all’estero. Quest’esperienza si è rivelata molto importante per me, una vera e propria ventata d’aria fresca. Avevo sempre espresso la volontà di partire, ma, alla fine, avevo continuato ad inanellare un anno di studi dopo l’altro senza pensarci troppo. A poco a poco, ho realizzato però, di non avere nessuna reale esperienza nel campo della formazione. Il servizio volontario europeo mi sembrava quindi l’opzione migliore, poiché mi avrebbe permesso di conciliare i miei due desideri. Ad ogni modo, questa scelta non è stata per niente facile perché ha fatto emergere tutti i miei dubbi riguardo al mio futuro, scissa com’ero tra la voglia di vivere qualcosa di completamente diverso e la paura di ciò che mi attendeva. Dopo una lunga riflessione ho deciso comunque di andare verso l’ignoto, di sconvolgere un po’ l’ordine delle cose e di intraprendere quell’esperienza all’estero che mi aveva da sempre affascinato.

Sicilia, arrivo!

 Quindi, sono arrivata a Palermo alla fine di ottobre per partecipare al progetto “No one is out”.  Piena di entusiasmo e alla ricerca di nuove esperienze, sono entrata a far parte della squadra del centro educativo interculturale “Casa Officina” che accoglie bambini tra 1 e 6 anni. Questo centro apre le sue porte a numerosi volontari provenienti da diversi paesi e promuove le differenze culturali lasciando loro la libertà di creare e sviluppare delle attività educative con i bambini. Ogni giorno assisto il gruppo di educatori nello svolgimento di attività differenti. Queste attività costituiscono una fonte di apprendimento costante, grazie non solo ai miei colleghi ma anche ai bambini.

 Da un punto di vista personale, questo SVE mi ha permesso di riflettere e di lavorare su me stessa, e di uscire dalla mia zona di confort. È stato un processo di arricchimento che mi ha consentito di acquisire fiducia in me stessa, di condividere e scoprire molte cose. Indubbiamente il contatto con gli altri ci aiuta a cambiare in meglio, soprattutto quando entriamo in contatto con nuovi modi di pensare, nuovi modi di fare e incontriamo culture, storie e personalità diverse. Sperimentiamo scambi reciproci che ci trasformano e fanno di questo SVE una magnifica esperienza umana.

 Anche se avevo moltissime apprensioni prima di partire, a tal punto che continuavo a chiedermi se quest’esperienza avrebbe davvero potuto funzionare, provavo comunque la fortissima voglia di vedere ciò che essa aveva in serbo per me. Ora lo so: era tutto ciò di cui avevo bisogno per andare avanti. Posso già dire che quest’esperienza è stata una tappa fondamentale di cui mi ricorderò a lungo. Ma non è ancora finita, intendo sfruttare questa opportunità fino in fondo, per poter prenderne il meglio e crescere sia da un punto di vista personale che professionale.

Marjorie Lemonnier
EVS volunteer within the Erasmus+ project “No one is out”

Cos’è il Servizio Volontario Europeo?

Lo SVE (Servizio Volontario Europeo) è un programma di volontariato internazionale finanziato dall’Unione Europea che permette a tutti i giovani residenti in Europa, di età compresa tra i 17 e i 30 anni, di svolgere un’esperienza di volontariato internazionale presso un’organizzazione o un ente pubblico in Europa, nei Paesi dell’area Euromediterranea e del Caucaso per un periodo che va dalle 2 settimane ai 12 mesi.

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