Sentirsi a casa quando si è lontani: Beatriz e l’esperienza No One Is Out

4 Aprile 2019Esperienze

Fin dal giorno del mio arrivo a Palermo, la città in cui sto svolgendo il mio Servizio Volontario Europeo, mi sono sempre sentita a mio agio. Sono arrivata intorno a mezzogiorno e Mattia, il mio mentore, mi ha portato a pranzare nella terrazza di una delle persone che lavorano al CESIE, insieme ad altri membri dell’organizzazione. Il mio italiano era ancora un po’ rudimentale, ma ho subito apprezzato l’atmosfera calorosa e familiare. Nei giorni successivi Mattia mi ha fatto conoscere la città, mi ha presentato agli altri volontari, sono stata a Mondello, ho potuto gustare alcuni piatti tipici e visitare Palazzo delle Aquile!

L’appartamento in cui vivo è piuttosto grande e si trova in centro, da qui posso raggiungere qualunque posto a piedi. Sono molto fortunata perché ho un ottimo rapporto con i miei coinquilini. Quando cammino per Palermo, mi sento a casa perché mi ricorda Alcalá de Henares, la città in cui ho vissuto per la maggior parte della mia vita. Tutte e due le città sono ricche di storia, multiculturali e a misura d’uomo. Ma ciò che mi ha convinto di più è stata la gentilezza delle persone che ho incontrato qui.

A Palermo ho cominciato a lavorare per il Centro Astalli, un centro di accoglienza per migranti che offre numerosi servizi dalla colazione alle docce, dai consulti medici e legali alla lavanderia, dal bazar ai servizi di orientamento professionale. Io aiuto a preparare la colazione e accolgo le persone. Devo parlare in italiano per la maggior parte del tempo, e questo mi ha permesso di imparare la lingua in pochissimo tempo. Al Centro Astalli lavorano volontari di tutte le età, provenienti da molti Paesi diversi, mentre i migranti che usufruiscono dei servizi offerti sono perlopiù di origine bangladese o centro-nordafricana. Essi devono rispondere alle domande poste dagli psicologi del centro sul loro viaggio verso l’Italia, sulla rotta da loro seguita, sui tipi di lavoro che hanno svolto, sul permesso di soggiorno di cui sono in possesso. Alcuni di loro non parlano l’italiano, per cui mi è capitato di dover tradurre il loro racconto. Sono stata profondamente colpita dalle loro storie di vita.

Da quando sono qui sono diventata più empatica, ho imparato a collaborare con gli altri, sviluppato la mia capacità di concentrazione, ho imparato l’italiano e sono divenuta capace di comunicare con tutti, ignorando eventuali barriere linguistiche.

Inoltre, ho avuto l’opportunità di prendere parte a un laboratorio di teatro nell’ambito del progetto Ragazzi Harraga che è culminato in una performance pubblica dall’incredibile carica emotiva in virtù del legame speciale che si era creato tra noi.

Manca ancora qualche mese alla fine del mio SVE e penso di avere ancora molte cose da imparare e da scoprire, ma il tempo sembra volare da quando sono arrivata qui!

Beatriz Nozal Bordetas

EVS volunteer within the Erasmus+ project “No one is out”

 

Cos’è il Servizio Volontario Europeo?

Lo SVE (Servizio Volontario Europeo) è un programma di volontariato internazionale finanziato dall’Unione Europea che permette a tutti i giovani residenti in Europa, di età compresa tra i 17 e i 30 anni, di svolgere un’esperienza di volontariato internazionale presso un’organizzazione o un ente pubblico in Europa, nei Paesi dell’area Euromediterranea e del Caucaso per un periodo che va dalle 2 settimane ai 12 mesi.

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