È sempre difficile cercare di mettere in parole ciò che non si riesce a spiegare nemmeno a se stessi

giovedì 29 Luglio 2021

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Una settimana fa ho iniziato di fare le valigie, non perché sentissi la necessità di farlo ma perché mi sembrava logico; penso che non mi potevo immaginare che fosse reale. Con una pandemia globale in corso mi sembra come io avessi disimparato ad aspettare. Ora il mio computer è dietro una finestra che mi mostra i Monti di Palermo e sono contenta che i miei auricolari abbiano la funzione di cancellazione del rumore. Sicuramente, non potevo aspettarmi tutto questo. Palermo è una città rumorosa, probabilmente anche abbastanza sporca, e comunque è bella.

La prima cosa che ho notato quando stavo uscendo l’aeroporto è stato il caldo, ma nel momento in cui sono venuti a prendermi alla stazione centrale, ho capito che i palermitani accolgono con ancora più calore.

La seconda cosa che ho notato che sono la volontaria più giovane del nostro gruppo. Mentre gli altri hanno studiato all’università io ho appena finito il liceo. Un liceo che mi ha davvero cambiato e fatto crescere ma che allo stesso tempo era una bolla distante dalla società. Non potevo immaginare di scegliere un corso all’università in un momento in cui mi sentivo così distaccata dalla realtà. Avevo il bisogno di esplorare di più, di non essere accecata dalla vita protetta a cui ero abituata. Sono cresciuta con il volontariato come una parte normale della vita, è importante per me essere una cittadina attiva in modo da essere parte di una comunità che non è basata sul proprio background sociale. Immaginarmi senza essere utile per gli altri non solo non mi sembra appagante, ma anche sbagliato. La possibilità di esplorare questo settore all’estero in una città straniera e migliorare la mia comprensione dell’argomento (e, spero, anche il mio italiano) sembra ancora troppo bello. Avere questa opportunità con il CESIE mi rende entusiasta, soprattutto quando parlando con gli altri volontari ho realizzato quanto siamo diversi e in così tanti modi, e tutti hanno la possibilità di contribuire a progetti che si adattano meglio a loro. Vedere come alcuni di noi hanno iniziato con lavoro così sfaccettato, mi rende ancora più entusiasta di esserne coinvolta.

Ora sono a Palermo da 5 giorni e ho visto i tifosi di calcio correre per le strade per il Campionato Europeo. È incredibile pensare che ci abitueremo a questa bella città, e soprattutto che avremo una vita quotidiana qui. Non credo che il lavoro del volontario sarà facile, al contrario, probabilmente sarà scomodo e difficoltoso ma sono entusiasta di diventare un membro di questa comunità.

Credo di non riuscire ancora a realizzare che questa diventerà la mia casa per i prossimi mesi, ma sono riuscita a dormire senza badare al rumore del traffico nel cuore della notte, quindi credo che alla fine tutto andrà bene.

Nina MÜLLER

Volontaria di Corpo Europeo di Solidarietà – ESC

Progetto: Mapping Solidarity

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