Cambiare attraverso l’ESC

lunedì 14 Febbraio 2022

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Mi ricordo ancora quando guardavo fuori dalla finestra mentre viaggiavo per Palermo e so per certo che non sentivo assolutamente nulla. Forse qualcosa: confusione. Ero molto confusa per il fatto di non sentire qualcosa. La ragione più razionale è che la pandemia globale mi ha probabilmente insegnato a non avere grandi aspettative e, ad essere onesta, non sarei stata comunque in grado di immaginare questa esperienza, la gioia, la frustrazione, i cambiamenti qui a Palermo.

È strano scrivere delle proprie esperienze perché si cambia con esse. Ricordo il caldo e il clamore della coppa di calcio quando sono arrivata; come via Roma sembrava un’autostrada che non potrò mai attraversare. Ricordo soprattutto il rumore e come non riuscivo a dormire la notte. Poi arriva il freddo, è maggior parte delle case a Palermo non hanno il riscaldamento e mi piace stare al sole, nessuno parla di calcio e mi aspetto che qualsiasi macchina si fermi quando cammino per strada. Mi sento nervosa quando un posto è silenzioso finché non mi rendo conto che mi manca il rumore del traffico. Non riesco a spiegare la transizione tra questi due stati di me stessa, come un cielo notturno sfocato, e di tanto in tanto si trova un ricordo nella luce di una stella.

Palermo mi ha insegnato a farmi rispettare e ad avere fiducia in me stessa (non solo quando si attraversa la strada) e una volta che il caldo dell’estate se n’è andato, ho potuto sentire il calore proveniente dalle persone intorno a me. I bambini di Ubuntu, i miei adorabili coinquilini, gli altri volontari alla mensa di Caritas e anche il bar dietro l’angolo a casa mia, mi hanno dato un senso di accoglienza, di vicinanza.

Questa esperienza mi ha dato la possibilità di partecipare al progetto attraverso il Corpo Europeo di Solidarietà e di esplorare una nuova esperienza per la prima volta e quello che volevo. Era la prima volta che vivevo in una città e gestivo le mie spese, in un certo senso è stata la prima volta che mi sono sentita veramente libera nelle mie scelte. Tuttavia, Palermo mi ha anche reso più consapevole dei miei privilegi partecipando diverse formazioni, laboratori tramite diversi progetti. Per esempio, i laboratori di Harraga2 o attraverso le connessioni quotidiane che sono state fatte. Mi sono trovata di fronte a realtà tanto diverse quanto le persone che le vivevano.

Mapping Solidarity mi ha cambiato la vita, il cambiamento è troppo graduale per poter spiegare in parole. Se anche voi state pensando di fare questo tipo di esperienza, vi consiglio di farlo! Uscire dalla tua comfort zone di solito si traduce in una crescita, potresti non notarlo all’inizio quando fa troppo caldo per pensare, ma ti prometto che una volta che lo guardi da lontano tutto quello che vorrai fare sarà dare un grande abbraccio alle persone che ti hanno seguito lungo questo percorso.

Un grande abbraccio,

Nina Müller

Volontaria di Corpo Europeo di Solidarietà – ESC

Progetto: Mapping Solidarity

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