Pangea: in Senegal, alla riscoperta dell’essenziale

lunedì 16 Febbraio 2015

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pangea-michele-senegalLe aspettative prima di approdare in Senegal erano senza dubbio molte; si trattava di qualcosa che si alternava tra il morale e il professionale, anche se il vero movente era senza dubbio quello di vivere una parentesi della mia vita insieme a chi non navigava di certo nell’oro, per chi l’istruzione non è qualcosa che vacilla tra i diritti e i doveri ma una delle poche vie di fuga da una condizione di esistenza “quasi” immutabile.

Penso che quando ti ritrovi a vivere dell’essenziale per un lungo periodo finisci per capire che forse nella nostra società abbiamo un po’ troppe cose che rientrano nella sfera del superfluo. Si tratta di un’esperienza molto forte dal punto di vista umano, è qualcosa che ti travolge e ti avvolge allo stesso tempo necessariamente. L’unica forma di competizione che qui echeggia ha a che fare con la vita, per il resto, in questo posto, il “Dio – denaro” non ha creato ne macchine ne schiavi ma solo blandi utilizzatori.

Gran parte delle sensazioni e delle emozioni sono mutate rispettivamente alla mia permanenza qui, scaturito da ciò che entra a far parte delle nostra sfera sensoriale, che sia un sorriso, uno sguardo, un nuovo modo di scandire il tempo in completa armonia con la vita del posto.

La cosa più speciale in questo luogo è il suo popolo. Gente capace di regalarti innumerevoli sorrisi, gente che fa del senso di condivisione il suo segreto della sua esistenza, gente semplice e ricca di vita.

Dopo tutto questo tempo che mi trovo qui, posso assicuravi che “non so veramente cosa io ho donato a questo posto, ma so che questo posto a me ha donato tutto”.

Dal punto di vista professionale sono abbastanza soddisfatto. Ho lavorato per portare avanti delle attività dal punto di vista educativo e professionale. In particolare, ho redatto e coordinato un progetto di Educazione Ambientale e Sanitaria presso la scuola Biram Bèye de Kadior de Ziguinchor, svolgendo l’attività didattico/ricreativa a più di 200 bambini senegalesi. Inoltre, al fine di consolidare l’immagine dell’associazione stessa, incrementare le relazioni con nuovi partner, ho iniziato a creare un sito web che tutt’ora è in costruzione. Grazie allo SVE ho potuto accrescere le mie competenze linguistiche e apprenderne di nuove.

Consiglio a tutti coloro che ne prendono parte, in qualsiasi parte del mondo si rechino e prestino lo SVE, di lasciarsi ammaliare e sedurre dal posto, di lasciare a casa ogni forma di pregiudizio e stereotipo societario, di non imbastirsi in termini di paragone ma soprattutto di indossare nuovi occhi e spalancare le porte della mente. E’ un’esperienza fantastica di vita, che auguro a tutti, in cui accrescere competenze professionali, linguistiche ma soprattutto personali.

Spero di aver tratto i migliori insegnamenti da questo SVE, con l’augurio che possano aver contribuito a farmi diventare un uomo migliore, destinatario di “un’avventura che rientra nell’empirico ma che, a mio parere, lascia qualcosa di trascendentale”.

Michele Nasca