Percorsi di autonomia per persone di minore età arrivate sole: riflessioni dallo scambio internazionale a Vienna

venerdì 29 Marzo 2024

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Come guidare le persone di minore età arrivate sole in Paesi terzi verso il raggiungimento dell’autonomia completa e la realizzazione personale nel contesto in cui scelgono di vivere? CIVILHOOD nasce con l’intento di rafforzare e migliorare le conoscenze e le competenze di operatroз e professionistз che lavorano con persone di minore età arrivate sole.

Per questo motivo, un gruppo di professionistз del settore, tra cui 16 partecipanti provenienti da Grecia, Cipro, Slovenia e Austria, hanno preso parte al training internazionale di CIVILHOOD. Hanno partecipato: Safa Neji- Coordinatrice servizio volontari del Centro Diaconale La Noce, Cristina Lo Presti, operatrice di un SAI Minori e Lisa Caputo- attivista del gruppo territoriale di Palermo Refugees Welcome Italia e la coordinatrice del progetto per il CESIE, Georgia Chondrou.

Durante la formazione, questo gruppo eterogeneo di persone ha avuto la possibilità di comprendere, costruire e decostruire gli stereotipi verso le persone di minore età. Tali attività sono state importanti per comprendere le necessità dellз giovani e rafforzare le competenze di chi lavora con loro, al fine di guidarlз in un solido percorso verso l’autonomia.

Durante gli incontri informali tra le persone partecipanti, si è generato un ricco scambio di idee, esperienze lavorative e riflessioni stimolanti. Questo fenomeno si è manifestato anche durante le visite alla sede dell’UNHCR e delle Nazioni Unite, così come durante una visita a una scuola che offre percorsi educativi per persone di minore età arrivate sole ed una comunità alloggio.

Nonostante le giornate di formazione siano state intense e ricche di contenuti da discutere e approfondire, è stato difficile affrontare tutti gli aspetti del tema data la sua complessità e il tempo limitato a disposizione. Affrontare complessivamente il tema dell’autonomia individuale, specialmente per le persone di minore età arrivate sole, richiederebbe una pianificazione e un’organizzazione più ampie delle attività e degli argomenti. Questo consentirebbe di concentrarsi in modo più concreto, efficace e dettagliato su come fornire strumenti utili per raggiungere l’autonomia completa sia per lз professionistз che per lз giovani, cercando nel contempo di superare un approccio “individualistico” a favore di uno più “sistemico”.

Durante la giornata, è stato significativo condividere le opinioni dei partecipanti sulle attività svolte, incluso il disappunto verso un sistema europeo e burocratico considerato inefficace. Queste percezioni hanno enfatizzato la necessità di sviluppare una visione completa e robusta per una proposta di cambiamento delle politiche europee. Tale visione mira a stabilire un unico modello legale per sviluppare prassi amministrative funzionali e favorevoli, al fine di garantire i diritti delle persone di minore età arrivate sole, come la tutela e l’assistenza legale. Questo approccio mira a rendere effettivo il concetto di “supremo interesse del minore”, non solo come un obbligo morale generico, ma come un vincolo legale a cui tutti i Paesi europei sono tenuti ad adempiere.

Sicuramente, questa formazione internazionale ha ricordato a chi ha partecipato quanto sia importante fare rete ed è stato un grande incentivo a continuare in questo senso anche al ritorno in Italia. È stato importante vedere come ogni Paese, a suo modo, cerchi di costruire al meglio percorsi di accoglienza e autonomia per le persone giovani arrivate sole in Europa, e la diversità di prospettive è senz’altro stata uno stimolo per approfondire tematiche e modalità di azione magari fino ad ora non utilizzate nel nostro contesto.

Da molti scambi informali tra lз partecipanti e anche dalle visite sul campo è emerso con chiarezza che i percorsi più efficaci sono quelli che tengono in conto aspirazioni e attitudini delle singole persone. Il Centro UKI, per esempio, offre percorsi scolastici di diverso tipo e che riescono a legare il mondo dell’istruzione e della formazione a quello del lavoro, con percorsi di inserimento che sono sfociati in vera inclusione. Potrebbe essere un buon modello da studiare per cercare di adattarlo e applicarlo al nostro contesto! A tale fine, nel corso del progetto CIVILHOOD, sono stati sviluppati diversi materiali che suggeriscono nuove prassi e buone pratiche adottabili a livello nazionale ed Europeo.

Leggi le risorse del progetto accedendo alla scheda! Per ulteriori informazioni contatta Georgia Chondrou: georgia.chondrou@cesie.org.

A proposito di CIVILHOOD

CIVILHOOD – Enhancing unaccompanied minors transition to early adulthood through civic education and labour market integration è un progetto finanziato dal programma AMIF, DG Home Affairs – Asylum, Migration and Integration Fund, dell’Unione Europea.

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Contatta Georgia Chondrou: georgia.chondrou@cesie.org.

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