HEAL: etno-psicologia e arte terapia per l’integrazione delle donne sopravvissute alla tratta

giovedì 16 Gennaio 2020

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I dati della Commissione Europea illustrano come le vittime di tratta in Europa sarebbero più di 20,000, il 68% delle quali donne e giovani ragazze destinate in larga parte ad essere sfruttate sessualmente. Costrette a vendere il proprio corpo o sfruttate come manodopera in condizioni vergognose, le vittime di tratta trovano a stento una via d’uscita dai circuiti dello sfruttamento. La violenza psicologica subita spesso le allontana dal godimento di una piena libertà e il rischio di “ri-vittimizzazione” o l’abbandono del percorso di emersione è estremamente alto in assenza di una solida rete di associazioni e di interventi volti a favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro.

Detto ciò, l’inizio di una nuova vita coincide inevitabilmente con il ritrovamento di quella serenità ormai perduta, nonché di un lavoro dignitoso che ne garantisca l’autonomia.

Il focus del progetto HEAL – enHancing rEcovery and integrAtion through networking, empLoyment training and psychological support for women victims of trafficking, co-finanziato dal programma AMIF dalla Commissione Europea e coordinato dal CESIE, si concentra proprio sul recupero e l’integrazione delle donne vittime di tratta attraverso il coinvolgimento dei servizi di supporto e dei potenziali datori di lavoro, l’acquisizione di nuove competenze professionali e l’offerta di supporto psicologico. Sotto quest’ultimo aspetto, l’approccio etno-psicologico di concerto con l’arte terapia costituiscono la colonna portante dell’opera di assistenza e recupero delle vittime. In tal senso, i fattori di natura socio-culturale, propri della comunità di riferimento di ciascuna vittima, devono essere tenuti in debita considerazione lungo tutto il percorso di recupero e inclusione di soggetti così vulnerabili.

Nello specifico, il progetto punta a:

  • Incentivare la creazione processi di inclusione per le donne,
  • Promuovere lo sviluppo di reti e la collaborazione fra attori che lavorano con le vittime di tratta,
  • Favorire l’acquisizione di competenze professionali e il recupero psicologico delle vittime,
  • Sensibilizzare le vittime in merito ai loro diritti e ai servizi cui possono accedere.

Questi punti programmatici sono stati definiti con maggiore chiarezza nel corso del Kick-off meeting organizzato e coordinato dal CESIE il 23 e 24 ottobre 2019 a Palermo. In tale occasione, insieme con i partners del progetto, KMOP (Grecia), Fundació Surt (Spagna), PATRIR (Romania) e LIBERA (Italia) abbiamo definito le direttrici lungo le quali si svilupperanno le specifiche attività.

Nel corso dei due anni di implementazione del progetto (01.10.2019 – 30.09.2021), siamo impegnati a realizzare:

  • attività volte a individuare le esigenze delle donne vittime di tratta, i bisogni nonché le specificità dei servizi che offrono loro supporto e le richieste dei potenziali datori di lavoro,
  • tavole rotonde e incontri per la creazione di una solida rete tra i servizi di sostegno,
  • programmi di recupero e inclusione sociale attraverso l’uso di strumenti di arte visuale (Fanzines),
  • percorsi di sensibilizzazione online e incontri, tra cui la mostra delle opere realizzate dalle vittime.

Citando Primo Levi, “Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sé stesso”. Il progetto HEAL intende restituire a queste donne, umiliate e vessate, il diritto a ritrovare sé stesse.

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