“Ognuno di noi ha un eroe immaginario dentro di sé, dobbiamo solo tirarlo fuori!”

Nel centro storico di Palermo, protetti da mascherine coloratissime, incontriamo Dine, Presidente di Giocherenda, collettivo nato nel 2017, costituitosi successivamente impresa sociale nell’ambito del progetto In Gioco, finanziato da Fondazione con il Sud.

Come dice Dine, “prima eravamo solo giovani rifugiati, poi siamo diventati giovani creativi!”. I ragazzi e le ragazze di Giocherenda si sono infatti conosciuti tra i banchi di scuola e nei centri di accoglienza di Palermo, e dal bisogno di dare un contributo alla comunità che li ha accolti, hanno iniziato a creare.

“È la creazione che ci ha messo insieme, ognuno di noi aveva una propria creatività e un talento che abbiamo deciso di unire per far nascere Giocherenda, che nella lingua africana pulaar vuol dire solidarietà, interdipendenza, gioia della condivisione”.

Cosa hanno creato? Innanzitutto occupazione, per giovani migranti e non. E soprattutto valore: aiutando i nuovi arrivati a integrarsi di più e meglio, e allo stesso tempo aiutando la comunità tutta a non avere paura del diverso e a lottare contro il pregiudizio.

“Come possiamo interagire se tu non mi accetti, se non mi saluti per strada?”.

È da qui che è nata l’idea di produrre giochi comunicativi e non competitivi, che servono a condividere pensieri ed emozioni – “ma senza sentirsi obbligati a farlo!”

Dall’esigenza di condivisione che è alla base del progetto, è nata anche l’idea di diffondere questa esperienza all’esterno e soprattutto nelle scuole, attraverso workshop, formazione e animazioni.

Che cosa è successo durante il lockdown?

“Appena è scoppiata l’emergenza, volevamo metterci a disposizione per aiutare. Abbiamo tanti macchinari e tessuti che lavoriamo abitualmente, così abbiamo deciso di produrre mascherine protettive. Sono prodotti sicuri, artigianali, sostenibili per l’ambiente e solidali, confezionati con i nostri tessuti in cotone africano.

Le mascherine sono disponibili per tutti anche sul negozio solidale online di giocherenda.it e chiediamo, a chi può darlo, un contributo.

A molti che non potevano permettersi di lasciare un contributo, le abbiamo regalate solo per ricevere un sorriso.

Nel frattempo, abbiamo pensato di trasferire online le attività che di solito facevamo in presenza, organizzando delle sessioni di gioco in live streaming consentendo a molte persone di giocare insieme e di conoscersi, imparando dagli altri grazie ai nostri giochi collaborativi.

Non abbiamo lasciato da soli i docenti e gli studenti e  abbiamo partecipato a formazioni online con le scuole, nelle quali abbiamo cercato di educare alle differenze, di parlare con i giovani studenti di discriminazioni, pregiudizi, razzismo dando a tutti la possibilità di esprimersi, di abbattere gli stereotipi e di imparare l’uno dall’altro.

Abbiamo aiutato molti studenti di terza media nella preparazione degli esami, fornendo loro strumenti e materiali educativi tra cui quelli dell’Heroic Imagination Project – Educare alla resilienza dello psicologo sociale statunitense Philip Zimbardo.

Da molti anni siamo formatori accreditati da Zimbardo per il metodo Heroic.

L’obiettivo è sempre quello di tirare fuori l’eroismo che abbiamo dentro di noi, perché in ognuno di noi c’è un eroe immaginario, c’è una parte oscura e una parte eroica, dobbiamo solo tirarla fuori!

Noi educhiamo i bambini affinché in loro vinca sempre l’eroe, soprattutto in periodi difficili come quello che abbiamo vissuto”.

 

Che cosa diresti ai giovani per motivarli a partecipare alla vita di comunità e a mettersi al servizio del prossimo?

“Gli direi che c’è un grande bisogno di aiutare gli altri a uscire dalla paura. Fare del male, prima o poi avrà delle conseguenze, e i tuoi sogni non si realizzeranno mai. Fare del bene invece, tiene aperta la speranza, crea nuovi collegamenti. Purtroppo la paura delle persone viene troppo spesso manipolata, è per questo che esistono pregiudizi, che si giudicano le persone prima di conoscerle. E nel peggiore dei casi questo crea radicalizzazione. Bisogna quindi lavorare su una comunicazione sana e sulla condivisione”.

Se vuoi conoscere meglio Giocherenda e ricevere i loro giochi collaborativi artigianali, partecipare a workshop e formazioni o scegliere di regalare o di regalarti un prodotto tessile in tessuto Wax originale, visita il sito giocherenda.it!

***

Questa intervista è stata realizzata nell’ambito della campagna Community Heroes del progetto (RE)Think Before Act. Attraverso la diffusione di storie esemplari, il messaggio centrale di “Community Heroes” è che l’attivismo all’interno della propria comunità locale può favorire i giovani a svilupparsi socialmente e psicologicamente, e stimolarli ad occupare ruoli attivi nella società. Seguici su Facebook per rimanere aggiornato – Community Heroes Italy!

Sul progetto

(RE)Think Before Act – Alternative narratives to violent extremism è finanziato nell’ambito dell’ISFP – CIVIL SOCIETY EMPOWERMENT PROGRAM (CSEP) dell’Unione Europea e mira a prevenire che soggetti vulnerabili intraprendano un processo di radicalizzazione attraverso l’offerta di meccanismi di resilienza e capacità di pensiero critico basato sui principi dei Diritti Umani.

Per ulteriori informazioni

Leggi la scheda progetto.

Visita il sito rethinkproject.eu.

Contatta Francesca Barbino, francesca.barbino@cesie.org.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!