Il CESIE www.cesie.org sta portando avanti un progetto  di Servizio Volontario Europeo, sotto il Programma Gioventù in Azione

PANGEA – Volunteering for connecting continents

a Kathmandu, Nepal – presso

CCN – Campaign for Change  Nepal

Laura e Serena, le nostre volontarie italiane, stanno supportando lo staff locale in attività presso scuole e centri per disabili. Ecco le loro prime impressioni.

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Pangea – SVE: due volontarie italiane a Kathmandu Il primo approccio con Kathmandu non è sicuramente tra i migliori. Il primo piede in terra nepalese è confusione e shock: odore forte di curry e cipolla per le strade, clacson, traffico e gas che ti travolgono e ti stordiscono. Tante persone tutte di fretta, l’odore nauseabondo del fiume Bagmati che, pur essendo sacro, non viene risparmiato dall’inquinamento. Un calendario diverso che ti dice appena arrivi che il tuo tempo non è il tempo di questo paese, che il tempo è diverso qui,  è un tempo rilassato di fronte alla frenesia culturale a cui siamo abituati noi europei, un tempo lento, in apparente contraddizione con i ritmi frenetici di una città che si sveglia alle 5.30 del mattino perché qui la pigrizia non è tollerata. I paradossi colpiscono l’occhio dell’occidentale: le aquile che rovistano nell’immondizia, i bambini mezzi nudi sotto la pioggia, la gente che indossa la mascherina perché l’aria della valle è irrespirabile.
Appena arrivate questa è stata un po’ la nostra prima impressione: essere travolte dal caos di una città dai costumi forse troppo diversi dai nostri. Superato l’impatto iniziale, grazie anche al lavoro nelle scuole, abbiamo cominciato a conoscere e a indagare questa diversità, riuscendo ad entrare in sintonia con il trantran della vita quotidiana di questo paese. L’accoglienza nelle scuole è stata molto calorosa, i nostri “colleghi” docenti e direttori si sono dimostrati molto aperti e disponibili, ma soprattutto le soddisfazioni più grandi sono arrivate dai bimbi, che entusiasti per qualsiasi tipo di attività proposta, sono sempre curiosi di imparare tutto ciò che provenga dalla nostra cultura, facendo a gara con i compagni nel contendersi la nostra attenzione. Questi mesi hanno rappresentato un vero e proprio piccolo percorso per noi, pieno di novità e di scoperte, ma anche di routine, di abitudini di vita acquisite. Le aspettative riguardo il nostro EVS erano e continuano a essere tante, ma il lavoro e le esperienze sperimentate in questi primi mesi sicuramente hanno contribuito ad arricchirci sia dal punto di vista personale che professionale, e ci fanno ben sperare per i mesi a venire. Siamo riuscite ad andare oltre la prima impressione superficiale che abbiamo avuto di questo paese e piano piano ad allentare i nostri filtri occidentali, le nostre idee e le nostre convinzioni che difficilmente avremmo messo in discussione, riuscendo infine a cogliere il vero fascino di questa terra.
Oltre il caos e il grigiore di una città sporca e “disperata” scopri che il Nepal è anche il paese delle farfalle, dei colori dei sari sgargianti, il paese dei namastè spontanei, della bellezza e della spiritualità, dove donne devote ballano per i propri mariti o per i propri figli. E’ il paese dei panorami mozzafiato di vette altissime, imponenti e severe e il paese dei bambini, di piccole dee venerate in grandi palazzi e di mandrie di ragazzini e ragazzine che sfilano per le strade  con le loro lunghe e infiocchettate trecce. Questo paese è un piccolo cosmo di storia, religioni e tradizioni, che sa conquistarti con la sua profondità se sei capace di aprire occhi e mente, se sei disposta a coglierla. Il Nepal ti abbraccia e ti accoglie, con una bellezza che a volte ama essere cercata, mentre altre volte viene a bussarti fino alla porta di casa per essere trovata ed è questo quello che un po’ è successo a noi in questi primi mesi: essere abbracciate dalla bellezza.