La mia esperienza a Palermo

venerdì 4 Settembre 2020

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Non ero sicura di cosa mi aspettassi dal progetto ESC a Palermo, ma è stato sicuramente più bello di quanto avrei potuto immaginare. Innanzitutto, sono stata accolta calorosamente dal mio mentore il primo giorno e lei mi ha aiutato a sistemarmi nei giorni seguenti. L’esperienza iniziava! Non ho avuto bisogno di tanto tempo per sentirmi a mio agio nella città, è stato amore a prima vista. Palermo è una bellissima città e c’è tantissimo da fare. La città è molto vivace, si incontrano rapidamente molte persone. Il contatto con gli altri volontari è stato molto bello ed è stato carino avere persone intorno con cui potevo condividere quest’esperienza.

Lavoravo principalmente ad un centro di accoglienza per migranti e rifugiati. Siccome provengo dal nord d’Europa, per me è stato molto speciale vivere da vicino la situazione dei migranti nel mediterraneo. Il Centro Astalli è un centro straordinario e le persone che ci lavorano (tutti volontari) mettono ogni giorno tantissima energia per aiutare le persone che vengono a chiedere diversi servizi. Per tante di quelle persone i collaboratori del centro sono l’unico punto di riferimento nella società. Tutto quello che fanno è incredibilmente importante ed è stato bellissimo far parte della squadra. Durante i 9 mesi al centro ho incontrato diverse persone e ho imparato tante cose.

Inoltre, ho partecipato a un tandem linguistico presso una scuola a Ballarò, uno scambio linguistico in inglese e italiano nel quale le due parti imparano fra di loro, parlando entrambe le lingue. Il progetto mi è piaciuto molto, perché mi dava opportunità di conoscere allievi e parlare con loro. Un altro progetto in cui ho partecipato è il “REC project – Reflect Experiment Capture Experimental Filmmaking to Prevent Violence and Empower Disadvantaged Young People”. È un progetto in cui si crea un video con l’uso di varie tecniche intorno ad un tema centrale (un tipo di violenza). Dovevamo pensare a metodi creativi per illustrare problemi nella società in una maniera comprensibile a tutti. Anche questo progetto mi è piaciuto molto, perché ho imparato tanto in un campo a me quasi sconosciuto. Ed è stato veramente interessante vedere come è possibile usare una forma creativa per esprimere emozioni su tematiche importanti nella società. Tutto sommato, ho apprezzato molto il fatto che i volontari hanno la possibilità di partecipare in diversi progetti, dimodoché possano avere tante esperienze diverse e imparare da ognuna di quelle.

Alla fin fine, posso dire che la mia esperienza corrisponde esattamente alle mie aspettative. Ho imparato la lingua italiana, ho avuto l’esperienza di lavorare in un settore sociale con migranti e ho incontrato persone da tutto il mondo. Palermo sarà per sempre importante per me e non vedo l’ora di ritornarci.

Grazie CESIE e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere la mia esperienza indimenticabile.

Un abbraccio,

Tosca Van Hoorde

Volontaria di Corpo Europeo di Solidarietà – Progetto: Mapping Solidarity

Dawda racconta la sua esperienza di volontariato al CESIE

Dawda racconta la sua esperienza di volontariato al CESIE

“Consiglio a tutti di fare un’esperienza di volontariato perché è importante aiutare gli altri, perché non sappiamo cosa ci succederà domani e il bene che diamo oggi, in futuro ci tornerà indietro.” Dawda racconta la sua esperienza al CESIE.

CESIE