Donne imprenditrici in vigna: al lavoro per la formazione di InnovAgroWoMed

lunedì 21 Dicembre 2020

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Promuovere l’occupazione femminile nel settore dell’agroalimentare è il principale obiettivo del progetto InnovAgroWoMed.

A tal fine, prenderà avvio tra pochi mesi una formazione destinata a 35 donne siciliane che aspirano ad avviare un’impresa o a lavorare nel settore agroalimentare.

Quali sono le competenze necessarie per lavorare nel settore e quali le potenzialità? In questi mesi, abbiamo svolto varie interviste con differenti “addetti ai lavori” e tanti sono i contributi che abbiamo raccolto.

Iniziamo col raccontarvi un’interessante chiacchierata con Roberta Urso – rappresentante dell’Associazione Le Donne del Vino – delegata regionale Sicilia.

Quali sono a suo avviso le competenze fondamentali che deve possedere un’aspirante donna imprenditrice di settore?

Deve essere in grado di fare soprattutto lavoro di squadra. Io lavoro in un’azienda molto strutturata (n.d.r. Cantine Settesoli) che da sempre fa squadra soprattutto col territorio. Siamo una comunità il cui obiettivo oggi è quello di produrre qualità e per far questo è fondamentale rispettare la biodiversità. Anche se siamo molto strutturati, siamo sempre una comunità quindi la differenza è fatta dalle persone: siamo una grande squadra con compiti ben definiti.

Quali sono le prospettive di crescita per il settore vitivinicolo in Sicilia?

L’ enoturismo sarà una delle leve dell’economia della regione. In Sicilia abbiamo una biodiversità unica.

Garantire un’ospitalità anche semplice, coinvolgendo e mettendo in rete le altre attività produttive del territorio (caseifici, panificatori, oleifici, ecc.) è un passaggio fondamentale.  Oggi il turismo esperienziale ha un ruolo sempre più importante e un’attrattività crescente.

In Sicilia, come associazione Le donne del vino, vorremmo partire dalla valorizzazione dei borghi e mettere in rete artigiani e piccoli produttori, e tutti gli attori che lavorano per tutelare la biodiversità in questi borghi.

Oggi abbiamo tutte le professionalità necessarie per far ripartire l’enoturismo.

Cosa vuol dire innovazione nel mondo del vino?

Innanzitutto diciamo che è fondamentale investire su innovazione e ricerca in collaborazione con le università e centri di ricerca. Tre sono le principali dimensioni dell’innovazione per il settore:

  • Innovazione in vigna, interessa quindi le tecniche di produzione
  • Innovazione in cantina – è importante avere i macchinari e le attrezzature necessari per produrre qualità
  • Innovazione in comunicazione e distribuzione – anche un vino eccellente se non è “comunicato” bene resterà invenduto

Sempre più cruciale è lo sviluppo di e-commerce attrattivi dal punto di vista comunicativo. Come ben sappiamo, la pandemia ha accresciuto enormemente l’utilizzo di canali di acquisto online. Non si tornerà indietro da questo punto di vista. Soprattutto per i piccoli produttori e le nuove aziende questa è la strada su cui investire.

È fondamentale sapere rispondere al famoso “WHY ME”?

Perché un consumatore deve scegliere il mio prodotto? Bisogna generare curiosità e guidare il consumatore all’acquisto.

Parliamo del progetto FUTURE promosso dall’Associazione Donne del Vino.

Il progetto prevede una serie di opportunità didattiche volte a promuovere una maggiore consapevolezza delle competenze interdisciplinari richieste attualmente dal comparto del vino: dall’inglese, al marketing, dalla comunicazione digitale alla tecnica di incoming enoturistico, dall’enologia all’hospitality

Perché l’esigenza di questo progetto?

È un obiettivo dell’associazione: rafforzare la presenza della donna all’interno della filiera vitivinicola. Quando è nata l’associazione, nel 1988, vi erano soltanto 10 socie ed erano produttrici per nascita. Adesso l’associazione ha 900 socie a livello nazionale con ruoli e responsabilità diverse nelle varie aziende: c’è la manager, la produttrice, l’enologa, la sommelier, la giornalista del vino, la consulente e tante altre figure trasversali che contribuiscono alla promozione dei nostri territori e del vino italiano nel mondo.

Vogliamo che ancora più forte e permeante sia la presenza delle donne nella promozione del vino italiano nel mondo. E questo progetto è uno degli strumenti con cui vogliamo contribuire a formare le nuove generazioni, trasmettendo loro competenza ed entusiasmo.

Ringraziamo Roberta Urso per questa interessantissima chiacchierata che ci ha offerto molti contributi per disegnare il percorso di formazione di InnovAgroWoMed.

Ci lasciamo con un appuntamento per il futuro: forse incontreremo qualche “Donna del Vino” nella formazione di InnovAgroWoMed? Lo scopriremo ma intanto ci salutiamo con il loro motto:

“Radici piantate nel territorio e sguardo rivolto al futuro”!

Per maggiori informazioni sul progetto, scrivi a: letizia.portera@cesie.org

Sul progetto

InnovAgroWoMed – Social Innovation in the Agri-food sector for Women’s Empowerment in the Mediterranean Sea basin ha un budget totale di € 2.8 milioni ed è co-finanziato all’87% dall’Unione Europea attraverso il programma ENI CBC MED.

Partner

Il progetto è realizzato da:

Per ulteriori informazioni

Leggi la scheda progetto.

Visita il sito www.enicbcmed.eu/projects/innovagrowomed.

Contatta Letizia Portera, letizia.portera@cesie.org.

 

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