Ciao a tutti! Il mio nome è Zoli e vengo dall’Ungheria, ho 25 anni e sto svolgendo un volontariato a Palermo.

Dopo essermi laureato a Budapest, ho fatto una richiesta al CESIE per un’opportunità di servizio di volontariato. Sono stato selezionato ad ottobre 2015 e finalmente sono arrivato a Palermo a gennaio 2016. Ero veramente contento di essere qui, anche perché, mentre in Ungheria c’era la neve e la temperatura era di 0 gradi, qui in Sicilia era di 22°. In più, ero in un paese con una lingua, cultura e sfide diverse che mi piacevano tanto.

Prima di venire qui, ero un po’ spaventato dal fatto di non parlare l’italiano. Questo non è stato un problema in ufficio e nemmeno con gli altri volontari, visto che parlavo inglese con loro, ma nella vita di tutti i giorni, avevo bisogno d’imparare l’italiano, ed anche nell’associazione dove lavoro, nessuno parla inglese.

Dunque, ero molto motivato a imparare la lingua il prima possibile. Devo dire che sono migliorato tanto, ed ora è più facile stabilire un contatto con gli italiani e parlare con loro.

Altra cosa, non sapevo cosa aspettarmi dal lavoro. Nel mio progetto “Able like you III” sto lavorando con gente con disabilità mentale, in un centro chiamato Edificando. Gli utenti hanno diversi livelli di disabilità. All’inizio non conoscevo i loro bisogni o come poter comunicare con loro, senza parlare italiano, invece, ho trovato gente molto aperta a tutti, anche se non parli la lingua locale. In più, la comunicazione non verbale ha un ruolo molto importante, specialmente all’inizio. Durante le prime settimane, io e i ragazzi del centro, ci siamo conosciuti sempre meglio e, adesso posso dire che siamo diventati come una grande famiglia, ognuno è parte della vita degli altri. Io trovo questo molto piacevole. Naturalmente ci sono giorni migliori e peggiori e ci vuole tanta pazienza per questo tipo di lavoro, ma nonostante tutto, mi piace tanto frequentare Edificando e stare con loro ogni giorno.

Devo dire che lo SVE è l’esperienza più grande della mia vita. Significa aprire la mente, conoscere altre culture, vivere altri stili di vita, esplorare il mondo che ci circonda, imparare dagli altri e da noi stessi. Io raccomanderei a tutti di fare un’esperienza SVE all’estero, perché è un’opportunità che non si deve lasciar scappare.