Il mio nome è Gergely Ferencz, ma la maggior parte delle persone mi chiama Dura. Sono un ragazzo ungherese di 22 anni. Dopo avere finito la scuola per cuochi, ho iniziato a lavorare da precario. Così ho deciso di partecipare ad un’opportunità di volontariato in Finlandia, per un mese, con un progetto di servizio volontario europeo di breve periodo (EVS short term). Ed è stato fantastico!

Dopo questa esperienza, ho cercato altre opportunità di volontariato europeo e ne ho trovata una in Italia, nello specifico a Palermo, della durata di 9 mesi. Ho sempre desiderato visitare l’Italia!

Ho immediatamente controllato i dettagli: il progetto si occupava di persone con disabilità mentale e, anche se non avevo alcuna esperienza con questo target, ho pensato che era il momento giusto per iniziare. Il 4 novembre del 2016 sono arrivato a Palermo, e la mia prima impressione è stata subito positiva, soprattutto quando ho ammirato il panorama, fatto di montagne e spiaggie. La città ha piazze e chiese di un’autentica bellezza e la gastronomia italiana è semplicemente eccezionale.

Ho iniziato il progetto con un gruppo di 6 persone, composto da un mentor e da cinque ragazze provenienti da Francia, Germania, Svezia e Spagna. Splendida squadra, tutte molto simpatiche, amichevoli e alla mano. In più sono stato fortunato ad avere un super mentor come Balaram Gaire.

Non avevo alcuna conoscenza della lingua italiana ma, una volta qui, il CESIE mi ha offerto un corso che mi ha aiutato molto a parlare e capire la lingua. Lavorando in più con italiani, ho imparato spontaneamente la lingua. Ho imparato molto, ma parlare è ancora un po’ difficile.

Non mi sono pentito della mia decisione sulla tematica – la gente con disabilità –  sebbene nel mio primo giorno di lavoro fossi davvero impaurito: ma è bastata una giornata per eliminare le paure. Le persone sono molto gentili, ed è un’importante esperienza d’affrontare con persone così speciali, e gli operatori sono utilissimi e pazienti.

Giochiamo, in sessioni per lo sviluppo di capacità, facciamo decorazioni, costruiamo regali e prepariamo spettacoli e coreografie per le varie feste.

Vivo in un confortevole appartamento con 4 volontari, 2 ragazze norvegesi ed un ragazzo keniano Felix Nzeki, mio compagno di stanza.

Questa bellissima esperienza in Sicilia ha cambiato la mia vita. Ho migliorato considerevolmente la mia autostima e ho imparato a lavorare in squadra. Questo progetto mi ha insegnato l’autosufficienza e mi ha aiutato a superare le mie paure.