Prima di arrivare a Palermo,  vivevo a Parigi studiando e lavorando nell’ambito di progetti culturali e sociali. Un amico che aveva fatto uno SVE in Albania, mi ha raccontato la sua esperienza e in questo ho intravisto una bella opportunità per un cambio di vita e di sviluppo personale all’estero.

Ho avuto la fortuna di viaggiare in diversi continenti, ma non mi sono mai fermata in un posto e infatti penso che viaggiare e vivere in un paese sono due cose diverse. Restare a vivere in un posto, significa confrontarsi con un altro modo di vita, un’altra cultura, una nuova lingua ma anche integrarsi in una comunità locale. Con lo SVE, oltre a conoscere la gente del luogo, puoi scoprire giovani di tanti altri paesi e culture, e condividere punti di vista e scoprire diversi modi di vivere. È davvero un’esperienza di apertura.

Io partecipo al progetto “Able Like You 3” con un’attenzione agli adulti con disabilita mentale. Il mio primo giorno all’associazione “Volta la carta” era il giorno del carnevale. Quando sono arrivata, tutti stavano ballando e mi hanno accolta con sorrisi e molta curiosità.  Dopo qualche passo sulla pista da ballo, molti di loro sono venuti da me per conoscermi ed era molto divertente per me, essere al centro dell’attenzione. Prima di arrivare li, ero un po’ ansiosa perché non avevo abbastanza conoscenze sulla disabilita e non parlavo molto bene l’italiano, ma quando sono arrivata, mi sono resa conto che i ragazzi già mi volevano bene senza conoscermi.

Loro sono molto abili a rompere il ghiaccio. Dopo una cinquantina di baci ed altrettante domande e scherzi, ti senti velocemente parte di questa comunità. Anche se ero molto sollecitata, ho preso il tempo per osservare, ed era molto interessante capire i diversi caratteri e trovare il modo di comunicazione giusto.

Adesso che lavoro a Volta la carta da mesi, mi sento realmente parte di loro. Ogni giorno, facciamo un’attività diversa. Per esempio, il lunedì mattina, c’è “radio volta la carta”. Facciamo prima, un comitato di redazione e poi, aiuto alcuni a scrivere il proprio articolo per la web radio. Il mercoledì, durante l’attività di cucina prepariamo insieme il pranzo. I ragazzi scelgono il menù e ad ognuno viene assegnato un compito. Pizza, couscous, lasagne, involtini… tutto è possibile!

Ora che sono alla fine del mio SVE, comincio a pensare a quello che mi mancherà di più.  Ogni mattina quando arrivo all’associazione, durante la colazione, vedo tutti i sorrisi dei ragazzi che mi aspettano. La mattina è diventato un rito. Dò un bacio ad alcuni, uno di loro mi fa il caffè e parliamo insieme di tutto e di niente, e si scherza prima di cominciare le attività.

Con alcuni di loro, ho sviluppato una relazione particolare, ed adesso li conosco abbastanza bene, da riuscire a trovare le parole giuste, quando hanno bisogno di un sostegno morale o di un supporto. La parte la più bella della mia esperienza è indubbiamente la parte umana.