Quando nella vita ti trovi  davanti dei momenti difficili e inizi a non trovare più soluzioni, l’unica cosa che ti rimane da fare è partire. In fin dei conti io cercavo una fuga dalla realtà in cui vivevo, questa opportunità – ho pensato – potrebbe servire a cambiare la mia vita, e così è stato.

Tutto ebbe inizio per caso, un giorno trovai tramite internet il progetto a cui ho preso parte, ho fatto domanda di accettazione e sono stato selezionato. Ero felice ma allo stesso tempo un po’ confuso, ma ero motivato dalla consapevolezza che questa sarebbe stata per me una grande occasione per cambiare i miei orizzonti, provare nuove esperienze e vivere.

Fortunatamente la mia partenza fu molto precipitosa e alquanto stravagante, lasciai la mia città e la mia vita senza nemmeno rendermene conto e mi ritrovai in un fantastico paesino della Provenza una affascinante regione situata nel sud della Francia. Al mio arrivo sono stato accolto e ospitato dai membri dell’associazione francese Solidaritès de Jeunesses.  Sono arrivato il 25 Ottobre, ed il mio contratto scadeva a fine Dicembre e quei due mesi che inizialmente sembravano lunghissimi sono passati così rapidamente che ancora devo metabolizzare a pieno di essere rientrato in Italia.. Questo probabilmente è dovuto al fatto che ho vissuto attimi meravigliosi durante questa avventura; ritrovarmi in questa nuova piccola ma grande realtà, mi stava facendo iniziare a sentire grande e intraprendente, avevo iniziato una nuova vita e mi ero affezionato a tutto ciò che mi circondava. Instaurai facilmente ottimi rapporti sia con i miei nuovi coinquilini sia con i membri dell’associazione, ma anche con gli abitanti del luogo. I miei coinquilini, con cui sono riuscito a creare un gran legame, erano tanti e tutti provenienti da posti diversi e molto interessanti di cui ho avuto anche la fortuna e la possibilità di approfondire la conoscenza durante il mio percorso di volontariato. Con loro ho passato tantissimi bei momenti, mi hanno fatto sentire a casa sin dal primo istante in cui sono arrivato. Durante il mio progetto sono riuscito anche a conoscere nuovi posti; spesso nel week end, visto che eravamo liberi, facevamo delle escursioni e siamo stati in tanti posti bellissimi.

Le attività lavorative invece, erano parecchio interessanti; subito i miei tutor hanno cercato di farmi sentire a mio agio provando a illustrarmi tutti i modi migliori con cui approcciarmi ai vari workcamp: per esempio lavoravamo in una clinica di riposo con gli anziani, o come insegnanti privati di inglese per dare ai cittadini del posto l’opportunità di apprendere una nuova lingua, e   gestivamo anche una classe di bambini delle elementari nel pomeriggio. Tutte queste erano attività molto impegnative e dovevano essere organizzate nel migliore dei modi da noi volontari che ci occupavamo di ciò, infatti ogni settimana presentavamo una lista con scritta tutta la organizzazione della settimana successiva, in modo tale da essere sempre funzionali ed efficienti.

Insomma in questi due mesi ho cercato di  migliorare me stesso e di lasciare il segno in ogni lavoro svolto e ad ogni persona con cui abbia avuto un dialogo per potergli trasmettere qualcosa di me e delle mie origini, come d’altronde questi lavori ed i tanti episodi ed incontri durante il mio progetto mi hanno trasmesso grandi emozioni e mi hanno decisamente fatto incrementare le mie conoscenze culturali e fatto comprendere che il mondo è come un libro, ci sono innumerevoli pagine e l’unico modo per scoprirle tutte, è vivere.

Durante il mio volontariato ho ritrovato la possibilità di appassionarmi a nuovi interessi; per esempio nella mia casa c’era una bella libreria ed ho ricominciato a leggere, durante la settimana spesso cucinavo e mi divertivo tra i fornelli sperimentando varie ricette, e ho avuto anche l’opportunità di poter apprendere le basi della fotografia con il fine di presentare alcuni scatti ad una mostra.

Quando ti ritrovi in un piccolo paesino completamente diverso dagli ambienti della grande città da cui provieni, probabilmente ti ritrovi più stimolato ad osservarti intorno, a fermarti a guardare per conoscere e scoprire  dato che mi innamorai di questo posto e ogni singolo angolo nei paraggi, con le sue ampie vedute, la sua aria fresca e delicata e anche per i vari orizzonti che scorgevano dalle colline da dove potevi osservare la maestosità della natura in maniera minuziosa e completa, dato che potevano essere osservate sia lunghe coste che immense distese di verde.

In conclusione voglio ringraziare l’associazione CESIE per avermi dato la possibilità di partire e Solidaritès de Jeunesses per l’accoglienza e per tutto quello che ha fatto per me durante il mio SVE. Questa esperienza è stata veramente fantastica, se potessi la rifarei nuovamente e mi auguro possa coinvolgere più persone possibili in futuro, magari anche quelle meno fortunate di me che non hanno la possibilità di conoscere la bellezza del mondo e può risultare anche una grandissima opportunità per poter crescere sia psicologicamente sia culturalmente ed entrare a contatto con una situazione che ti aiuta a prepararti a quel che di più duro e complesso sembra per noi umani, la vita.

Gianluca Cimò

volontario SVE all’interno del progetto Erasmus+  “Many Opportunities Real Equality”

 


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