“Una magnifica esperienza” così Ana Fernandes, un’insegnante di inglese di origine portoghese, ha definito la sua partecipazione al seminario di valutazione di CARMA che si è tenuto ad Istanbul nel novembre scorso. L’obiettivo del seminario era di far radunare il gruppo composto da 23 insegnanti ed esperti nel campo dell’educazione non formale che ha preso parte alla fase di sperimentazione del progetto CARMA – così da permettere loro di condividere esperienze legate all’utilizzo dell’approccio maieutico reciproco e delle tecniche e dei metodi non formali in classe nel corso della normale attività didattica.

Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus+, il progetto CARMA prevede fra i suoi obiettivi l’adozione dell’approccio maieutico reciproco e lo svolgimento di attività non formali, fra cui la “scatola delle emozioni”, il “petal debate” (il dibattito con struttura a petalo) o l’“indagine di gruppo”, da associare alle attività didattiche in classe, quali metodi di apprendimento collaborativi volti a stimolare la motivazione e la partecipazione degli studenti. Tale approccio è stato sperimentato nel corso di un intero anno scolastico da un gruppo di 26 insegnanti e 7 esperti nel campo dell’educazione non formale provenienti da sette Paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Austria, Turchia, Francia e Belgio). Queste attività sono state affiancate da una serie di sessioni durante le quali gli insegnanti hanno avuto la possibilità di condividere e presentare i risultati del loro lavoro a colleghi, genitori e soggetti interessati. I risultati di questa fase sono stati condivisi e dibattuti in occasione del seminario di valutazione di CARMA, svoltosi ad Istanbul nel novembre scorso.

Nel corso delle due giornate del seminario, insegnanti ed esperti europei, insieme ai coordinatori del progetto CARMA e ad un esperto di politiche dell’istruzione, hanno svolto un’analisi SWOT, prendendo in esame punti di forza, punti deboli, opportunità e minacce riscontrate nella fase di sperimentazione dei metodi proposti. Secondo i partecipanti, l’esperienza nell’ambito del progetto CARMA ha contribuito a far migliorare non solo le interazioni fra studenti e insegnanti, ma anche fra colleghi. Grazie all’applicazione di metodi non formali e dell’approccio maieutico reciproco, gli insegnanti hanno assistito a un progressivo sviluppo delle competenze sociali e della capacità espressive degli studenti, inoltre hanno notato dei cambiamenti anche per quanto attiene il senso di responsabilità di questi ultimi nei confronti dello studio. Gli insegnanti e gli esperti hanno dichiarato che il progetto ha piantato i semi di una relazione più proficua fra studenti e insegnanti. I primi, infatti, si sono mostrati più interessati a partecipare alle normali lezioni e ad intervenire nei dibattiti in classe, poiché si sentivano a proprio agio.

Tuttavia, la fase di sperimentazione ha confermato che gli studenti (e gli insegnanti) non sono ancora pronti ad implementare delle attività didattiche o a servirsi di metodi non formali non inseriti nei programmi scolastici. Pertanto, soprattutto all’inizio, gli insegnanti hanno manifestato un certo disagio poiché credevano di perdere del tempo prezioso, fino a quando non hanno compreso a pieno come implementare le tecniche proposte e avuto la possibilità di riscontrare i vantaggi che avrebbero potuto ottenere. La maggior parte degli insegnanti ha sottolineato l’importanza di predisporre dei corsi di formazione su tecniche e metodi didattici alternativi rivolti agli insegnanti, nel corso dei quali ci si possa concentrare sull’implementazione di metodi (molto diversi fra loro), sull’importanza della preparazione (al fine di individuare le opportune modifiche da apportare alla durata delle attività, in modo da adattarle anche al programma curriculare) e, infine, sulla valutazione del processo di apprendimento. Inoltre, quando è stato chiesto agli insegnanti di individuare eventuali punti deboli nelle tecniche e nei metodi non formali e nell’approccio maieutico reciproco, la maggior parte di loro ha fatto riferimento al fatto che spesso gli studenti non sono avvezzi ad esprimere idee, opinioni, persino emozioni. Ciò ha costituito una sfida all’inizio della fase di sperimentazione, vinta solo insistendo sull’implementazione delle attività. Eppure, sono numerose le opportunità individuate dal gruppo di insegnanti ed esperti!

“L’utilizzo di metodi non formali non interrompe il corso dell’apprendimento formale, bensì contribuisce a una sua ottimizzazione”. Con queste parole Linda Castellano dell’università di Murcia ha sintetizzato l’esperienza spagnola. E tale processo di ottimizzazione è semplice da realizzare: si potrebbe cominciare a partire dai programmi di formazione per gli insegnanti, nel corso dei quali i docenti potrebbero approfondire la conoscenza di metodi non formali e dell’approccio maieutico reciproco attraverso le attività di CARMA; oppure includere tecniche di comunicazione non verbale, come il disegno o il teatro, inserite fra i materiali  di CARMA, per fornire agli studenti, che hanno maggiori difficoltà nell’espressione orale, l’opportunità di esprimersi. Inoltre, andrebbe tenuta in considerazione anche la possibilità di creare dei sistemi di valutazione non formale e delle risorse che possano essere associate all’utilizzo di queste tecniche.

Ana Fernandes, un’insegnante portoghese, ha partecipato alla fase di sperimentazione di CARMA applicando alcune tecniche e metodi non formali durante le sue lezioni di inglese. Intervistata dai partner di CARMA in occasione del seminario di valutazione di Istanbul, Ana ha rivelato: “È stata un’esperienza magnifica, e continuerò certamente a implementare queste tecniche in classe, perché ho notato degli enormi progressi nei miei studenti. Inoltre, è stata un’esperienza molto interessante anche per me come insegnante, perché insegnare è una professione che svolgo per i miei studenti e per me stessa, non certo perché faccio parte del sistema”.

Le opinioni condivise dagli insegnanti nel corso del seminario hanno fatto emergere delle importanti considerazioni riguardo alla possibilità di creare un sistema educativo autenticamente efficace e inclusivo che risponda alle sfide che il mondo dell’istruzione affronta oggi e, dunque, contribuisca alla riduzione del tasso di dispersione scolastica, al miglioramento delle competenze di base degli studenti e a una maggiore inclusione sociale degli allievi. Gli insegnanti hanno elaborato dei suggerimenti fondamentali destinati a decisori politici, esperti nel campo dell’istruzione nonché a rappresentanti degli istituti presso i quali operano e fornito degli spunti per cambiare il sistema dell’istruzione attuale, motivare e coinvolgere gli studenti attraverso una didattica e un processo di apprendimento autenticamente collaborativo.

Le opinioni degli insegnanti saranno raccolte e riassunte in una serie di raccomandazioni politiche, basate sui risultati della fase di sperimentazione, dirette al mondo della scuola.

Guarda il video sul seminario di valutazione di CARMA per saperne di più sulle proposte avanzate dagli insegnanti per innovare il modo di fare lezione.

Per maggiori informazioni sul progetto CARMA, ti invitiamo a contattare Rosina Ndukwe, la coordinatrice del progetto, all’indirizzo rosina.ndukwe@cesie.org.