Chi di voi non ha mai trascorso una serata giocando a Trivial Pursuit o a Dixit? Che abbiate vinto o meno sicuramente quella sera avete imparato qualcosa, anche se forse non ve ne siete accorti!

È questa l’idea base che ha guidato lo sviluppo del Catalogo di buone pratiche del progetto GEM – Game for EuroMed: una breve raccolta di giochi e attività basate sul gioco commentata alla luce dei potenziali elementi educativi in essi contenuti.

I benefici dell’imparare giocando sono ampiamente riconosciuti da pedagogisti ed educatori per molteplici ragioni: “permette di sbagliare e inventare” (D. Poggi), “l’apprendimento avviene senza sforzo” (G. Bienati), “un equilibrio tra regole e creazione” (J. Redeghieri), ecc.

Grazie al partenariato internazionale di GEM, nel catalogo troverete anche giochi provenienti da Francia, Palestina ed Egitto. Probabilmente, anche se con nomi diversi, li conoscerete già.

E questo è un altro di quegli aspetti che permette al gioco di essere universale: non conosce barriere culturali e, seppur con eventuali adattamenti, è implementabile in qualsiasi contesto.

GEM si focalizza soprattutto sull’uso del gioco come strumento di educazione al dialogo interculturale per promuovere la crescita di cittadini Euro-mediterranei.

La redazione del catalogo ha quindi permesso di riflettere su quali debbano essere alcuni degli aspetti fondamentali per realizzare un gioco avente tale obiettivo, ispirando il successivo sviluppo del gioco da tavolo di GEM. Quest’ultimo è in fase di test in diverse scuole e centri giovanili nei quattro Paesi partner.

Per restare aggiornati vi invitiamo a seguire la pagina Facebook del progetto: https://www.facebook.com/gameforeuromed/

Per ulteriori informazioni, scrivete a giovanni.barbieri@cesie.org e letizia.portera@cesie.org.


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