10 anni all’insegna del CESIE

Decennale 1Un fine settimana targato CESIE quello appena trascorso. Infatti il 21 e 22 ottobre scorso tutti gli amici del Centro Studi ed Iniziative Europeo si sono dati appuntamento alla Biblioteca Comunale in Casa Professa di Palermo per ricordare i successi di questi primi 10 anni, ma per guardare anche al futuro.

Si è iniziato venerdì alle 17,00 con il convegno “CESIE, Danilo Dolci e la Sicilia di domani” al quale hanno preso parte Vito La Fata presidente del CESIE, Daniele La Rocca vice presidente del CESIE, Marie Marzloff coordinatrice del dipartimento di cooperazione internazionale. Sarah Beal coordinatrice del dipartimento di cooperazione europea. Negli interventi sono stati illustrati i numeri di dieci anni di impegno per contribuire, attraverso il coinvolgimento attivo delle persone, della società civile e delle istituzioni, alla promozione della crescita e dello sviluppo, valorizzando la diversità e il legame, forte, con l’insegnamento di Danilo Dolci che il CESIE ha proiettato nel futuro.

A seguire, in una sala storica completa in ogni ordine di posto, si è svolta la presentazione del libro “Processo all’art.4” di Danilo Dolci edito da Sellerio.

Era il 2 febbraio 1956 quando Danilo Dolci decise di ristrutturare, come forma di protesta, Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico abbandonata all’incuria. Uno sciopero alla rovescia come successivamente la stampa imparò a chiamare le rivoluzioni non violente dolciane.

Dolci, infatti, proponeva di attivarsi per cambiare lo status quo, e se “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” (art. 4 della Costituzione), l’unico modo di scioperare per chi un lavoro non lo aveva era quello di lavorare gratuitamente. Quel 2 febbraio 1956 Dolci faceva questo assieme ai suoi disoccupati mentre la polizia arrivata sul luogo arrestò tutti. L’accusa era di occupazione di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale e a Dolci e ai suoi venne negata la libertà provvisoria.

E’ questa la scena ricostruita dai relatori: Giuseppe Casarrubea storico, Pasquale Beneduce docente di storia del diritto medievale e moderno che ha curato anche la postfazione del libro, Francesco Sciotto direttore del centro diaconale Valdese, Amico Dolci presidente del Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci. Ha concluso i lavori Antonio Ingroia procuratore aggiunto della DDA di Palermo.

I relatori hanno focalizzato i loro interventi su come all’indomani dell’arresto di Danilo Dolci esplose in Italia una rivolta con forti prese di posizione da parte degli intellettuali oltre a diverse interrogazioni parlamentari sulla vicenda. Ne testimonia il fatto che Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, volle assumere la difesa di Dolci ed al processo sfilarono tra i testimoni Norberto Bobbio, Carlo Levi, Elio Vittorini.

Un pubblico attento ha ascoltato il susseguirsi del racconto dei fatti da chi li ha anche vissuti in prima persona, con aneddoti e resoconti storici precisi.

Sabato mattina, invece, alle ore 12,00 c’è stata l’inaugurazione della mostra fotografica “In grandi menti” che ripercorre la storia del CESIE, allestita nell’atrio della Biblioteca Comunale in Casa Professa, che è possibile ancora visitare fino a venerdì 28 ottobre tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 08,45 alle 13,45 e martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 14,45 alle 17,45.

Il pomeriggio di sabato dalle 16,00 si è svolta la presentazione delle pubblicazioni Eddili e HCT ed a seguire il laboratorio di maieutica tenuto da Amico Dolci e quello sul pensiero creativo tenuto da Angela Martinez che hanno visto una grande partecipazione di pubblico interessato ad apprendere i rudimenti di queste due metodologie innovative.

La giornata si è conclusa con il concerto di Doudou e degli Adels, sotto un palco affollato dagli amici del CESIE del passato, del presente, e del futuro!