Ho cambiato completamente la mia vita quotidiana sei mesi fa. Ricordo com’ero spaventata quando ho messo i piedi sul territorio siciliano. Le persone hanno paura dell’ignoto e dell’imprevedibile. Io ero una di quelle, ma la paura non era l’unico sentimento che ho provato. Un alto livello di eccitazione e felicità scorreva nel mio corpo. Sapevo che quei mesi mi avrebbero rimodellata. E lo hanno fatto sicuramente.

Lo SVE per me non è una vacanza. E’ un periodo in cui sono stata spinta fuori dalla mia comfort zone innumerevoli volte,  ho affrontato varie difficoltà e emotivamente sono stata in ginocchio.  Ha portato alla luce e mi ha fatto rendere conto delle mie peggiori  caratteristiche personali. Ho imparato molto di me stessa e di un mondo che è totalmente diverso da quello precedente. La mia prospettiva di vita è diventata piu’ampia e piu’ obiettiva.

Ognuno di questi alti  è stato accompagnato da un sacco di felicità, avventure e gioia. Dozzine di momenti bellissimi con persone spettacolari, gentili e affascinanti da tutto il mondo. Questo ambiente multiculturale  ha aumentato moltissimo la mia tolleranza e mi ha insegnato come accettare le persone che sono diverse da me.

Dopo questo periodo qui sento che amo completamente la Lettonia, la mia casa, piu’ di quanto non avessi mai fatto prima. Penso che solo un’esperienza all’estero può veramente aprire gli occhi, e rendere grati della nostra madrepatria. Sicuramente ammetto che la mia vita quotidiana qui è molto meno stressante rispetto a quella lettone, ma non dirò mai che la vita è meglio in un altro paese.

Il volontario che lavora all’estero ha mille sfumature di cento colori. E’ qualcosa di incredibilmente straordinario. Pieno di  centinaia di cambiamenti di lezioni di vita. Consiglio a tutti coloro che hanno meno di 31 anni a prendersi una pausa dalla vita quotidiana, ad essere coraggiosi e curiosi. A prendere parte allo SVE.

Solvita Krauja, Lettonia